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La Traviata a Teatro Aurora di Victoria

Sabato 17 ottobre, alle 19:30, al Teatru tal-Opra Aurora di Victoria, a Gozo, andrà in scena La traviata di Giuseppe Verdi, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta. Non è una serata qualsiasi: lo spettacolo celebra i cinquant’anni dall’inaugurazione ufficiale del teatro, che proprio con quest’opera aveva conquistato il suo pubblico nell’aprile del 1978.

La storia è quella, struggente, di Violetta Valéry, cortigiana parigina. La donna, malata, rinuncia all’amore di Alfredo per salvare l’onore della famiglia di lui. I due si ritrovano soltanto quando è ormai troppo tardi. Tra brindisi spensierati e addii strazianti, Verdi racconta l’amore, il sacrificio e il pregiudizio con una musica che ancora oggi arriva dritta al cuore.

A dare voce ai protagonisti saranno il soprano Zuzana Marková (Violetta), il tenore Raffaele Abete (Alfredo) e il baritono Dimitris Tiliakos (Giorgio Germont). La Malta Philharmonic Orchestra e l’Aurora Opera Chorus saranno diretti da Colin Attard. La regia è di Riccardo Buscarini, le scene di Giammaria Farina e i costumi di Mara Pieri.
Il cast è arricchito da Andriana Yordanova nel ruolo di Flora, Alan Sciberras in quello di Gastone, Louis Andrew Cassar in quello del Barone Douphol, Noel Galea in quello del Marchese D’Obigny e Clare Ghigo in quello di Annina. Il basso giapponese Hidenori Inoue interpreta il Dottor Grenvil.

L’opera sarà cantata in italiano con sopratitoli in inglese.


Giuseppe Verdi, autore de La Traviata nacque in un piccolo borgo vicino a Busseto, in una famiglia di modeste origini. Il talento musicale si rivelò presto, ma il Conservatorio di Milano non lo ammise. Verdi non si arrese e continuò a studiare privatamente.
Gli inizi furono segnati da grandi dolori. In pochi anni perse la moglie Margherita e i due figli piccoli. Il riscatto arrivò nel 1842 con il Nabucco, che trionfò alla Scala. Il coro “Va’, pensiero” divenne il simbolo di un popolo che sognava la libertà. Il suo cognome diventò un motto patriottico: “Viva V.E.R.D.I.”, cioè Vittorio Emanuele Re d’Italia.
Seguirono capolavori come Rigoletto, Il trovatore, La traviata e poi Aida, Otello e Falstaff. Generoso fino alla fine, fondò a Milano una casa di riposo per musicisti anziani. Morì a Milano il 27 gennaio 1901, salutato da una folla immensa.

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