L’ 8 settembre si celebra in tutto il mondo la festa della Madonna del Fileremo, la protettrice dell’antico Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni. Ogni 8 settembre – giorno in cui la Chiesa festeggia la natività di Maria – si rinnova il tradizionale Pellegrinaggio dei Cavalieri dell’Ordine di Malta ad Assisi, guidato dal Principe e Gran Maestro (o, in sua vece il suo Luogotenente), accompagnato dai Membri del Sovrano Consiglio, dai Gran Priori italiani, dal Presidente dell’Associazione Italiana, dalle Delegazione nonché da Ambasciatori dell’Ordine e da centinaia di Cavalieri, Dame e Volontari dell’Ordine.

Una solenne celebrazione liturgica si tiene nella Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli, celebrata dal Cardinalis Patronus (o dell’eventuale Pro Patrono) dell’Ordine di Malta o da un Delegato Speciale del Papa presso l’Ordine, a cui si affiancano il Prelato dell’Ordine e vari Cappellani conventuali e melitensi. Al termine della toccante funzione religiosa, tutti i presenti, in processione, si dirigono a rendere omaggio all’Icona della Beata Vergine del Monte Fileremo, una riproduzione dell’originale, esposta alla venerazione dei fedeli nel transetto della Basilica di Assisi. La storia stessa e l’infinito peregrinare dell’icona originale della “Theotokos Phileremou”(la Madre di Dio del Fileremo) ha qualcosa di magico e straordinario. A cominciare dal mistero sulle sue origini: c’è chi addirittura attribuisce la paternità dell’opera a San Luca Evangelista! L’immagine, probabilmente proveniente da Gerusalemme, arrivò a Rodi, sul Monte Fileremo. tra il 1306 e il 1310, ove venne gelosamente custodita dai Cavalieri. L’invasione di Rodi da parte dell’esercito del sultano Solimano, tra il 1522 e il 1523, portò alla perdita del controllo dell’isola da parte dei Cavalieri. L’esiliato Gran Maestro, Fra’ Philipe Villiers de l’Isle Adam, riuscì a portare con sé le più preziose e venerate reliquie dell’Ordine: la mano destra di San Giovanni Battista, un frammento della vera Croce e, l’icona della Madonna del Fileremo.

L’icona sbarcò a Messina, arrivò a Napoli, dove venne portata in processione durante la peste del 1523, poi a Civitavecchia e infine a Viterbo, ove restò, fino al 1527, nella Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, in cui si conserva un dipinto della Vergine donato dai Cavalieri e venerato tuttora con il nome di Madonna di Costantinopoli. Dopo un breve soggiorno a Nizza e Villafranca, l’icona giunse a Malta nel 1530, nella Chiesa di San Lorenzo a Birgu. Dopo un breve soggiorno nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria alla Valletta (1571-1578), il quadro trovò la sua definitiva collocazione nella Concattedrale di San Giovanni a Valletta, ove vi rimase per più di due secoli, arricchito da preziosi gioielli. A seguito dell’occupazione di Malta da parte dei francesi nel 1798, Napoleone scacciò i Cavalieri dall’isola e ordinò di saccheggiare dalle chiese e dai palazzi gli oggetti più preziosi, tra cui i ricchi ornamenti della Madonna del Fileremo. L’icona venne però messa in salvo dal Gran Maestro Fra’ Ferdinand von Hompesch, insieme alle altre due reliquie. Giunge così a Trieste nel 1799 e venne consegnata allo zar Paolo I, nuovo Gran Maestro dell’Ordine, che la portò a Gàtchina, ordinando che fosse ricoperta con una riza, la caratteristica copertura metallica delle icone, interamente d’oro e adorna di pietre preziose, che lasciava visibile solo il volto. Da Gàtchina l’icona venne poi trasferita nel Palazzo Imperiale d’inverno di Pietroburgo, dove restò fino al 1917.

Allo scoppio della rivoluzione bolscevica, nel 1917, l’icona e le altre reliquie giunsero al Cremlino, a Mosca, poi di nuovo a Gàtchina, a Reval, in Estonia, e il lungo pellegrinaggio terminò a Copenaghen dove venne consegnata a Maria Feodorovna, la zarina madre rifugiatasi in Danimarca. La Zarina, in punto di morte, l’affidò alle figlie, che la consegneranno al Sinodo dei Vescovi della Chiesa Russo-Ortodossa. Per sicurezza i Vescovi prima la custodirono a Berlino e poi la consegnarono al re Alessandro I di Jugoslavia, il quale la portò a Belgrado, nel Palazzo Reale di Dedinje. A seguito di un bombardamento tedesco, nel 1941, l’icona sparì misteriosamente e se ne persero le tracce. Durante l’occupazione italiana di Rodi, durata dal 1912 al 1947, nel corso della guerra italo-turca, il governo di Roma, aveva chiesto alla Russia di riavere l’icona per poter ripristinare l’antico culto sul monte Fileremo. Il governo russo, non riuscendo a rintracciare l’originale, inviò nel 1925 una copia, fatta probabilmente eseguire dallo zar Nicola I nel 1852. Questa copia venne così accolta nel nuovo santuario del monte Fileremo e affidata ai padri Francescani di Assisi. Un’altra copia, realizzata nel 1931 dall’italiano Carlo Cane, su modello di quella russa, fu collocata nella Cattedrale di San Giovanni, sempre a Rodi. Anche le copie, comunque, erano destinate a peregrinare come l’originale. Quella “italiana” venne infatti trasferita nella sala capitolare del monte Fileremo, dove tuttora si trova, mentre quella “russa”, quando Rodi passò alla Grecia nel 1948, fu portata in Italia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Ma che fine aveva fatto l’originale? E’ stata ritrovata grazie alla determinazione di una studiosa italiana, Giovannella Bertè Ferraris di Celle, che nel 1988 aveva scritto un libro sull’icona e si era attivata per fare delle ricerche. Aveva sentito circolare voci negli ambienti religiosi e monastici ortodossi, secondo cui le reliquie di Malta e l’icona non erano andate distrutte ma si trovavano in un monastero nella parte meridionale della ex Jugoslavia. Dopo una fitta corrispondenza con il Metropolita di Belgrado, le venne ufficialmente comunicato che l’icona originale si trovava nel Museo Nazionale di Arte di Cetinje, in Montenegro!

Qualche anno dopo, tra il 12 e il 15 marzo del 2004, sarà lo stesso Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Fra’ Andrew Bertie, a guidare il pellegrinaggio all’icona, con una delegazione dell’Ordine, rendendo devoto omaggio anche alle altre due reliquie sacre dell’Ordine: la vera Croce e la mano di San Giovanni Battista, conservate nel Monastero ortodosso della Natività. Dal 2021 un mosaico raffigurante la Madonna del Fileremo adorna anche i Giardini Vaticani. L’opera è stata realizzata dal maestro mosaicista Roberto Cassi grazie ad una iniziativa dell’Ambasciata dell’Ordine di Malta nelle Filippine, concretizzatasi in virtù della collaborazione tra l’Ambasciata dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.





