Era uno dei primi ricordi di Federico Fellini, ed era legato al cinema. La proiezione, quando il regista aveva sei anni (lo rammentava in un’intervista lo stesso Fellini all’amico e critico cinematografico Dario Zanelli) del film muto Maciste all’inferno. “…Un omaccione con una pelle di capra che gli cingeva i fianchi … con gli occhi bistrati le fiamme che lo lambivano intorno, perché si trovava all’inferno, e davanti a lui delle donnone, anche loro bistratissime, con ciglia a ventaglio, che lo guardavano con occhi fiammeggianti.  Quell’immagine m’è rimasta impressa nella memoria. Tante volte, scherzando, dico che tento sempre di rifare quel film, che tutti i film che faccio sono la ripetizione di Maciste all’inferno“. In occasione del compleanno del grande regista italiano Federico Fellini che oggi, 20 gennaio, avrebbe compiuto 102 anni, quel Maciste all’inferno – riproposto giusto un anno fa restaurato dalla cineteca di Bologna – ci ricorda il grande maestro del cinema e contemporaneamente l’anniversario per i 700 anni dalla morte di Dante che si è celebrato per tutto il 2021. Ricco di ispirazioni dantesche era il film, del 1926 diretto da Guido Brignone e interpretato da Bartolomeo Pagano. Ricco di suggestioni il ricordo del regista visionario che, per sua stessa ammissione, probabilmente in qualche modo aveva fatto sue quelle atmosfere particolari. Fantasiose, oniriche, un po’ magiche. Felliniane, appunto, per riassumerle con quel neologismo che in una sola parola rende tutta la filmografia del regista e non solo.

Il Fellini Museum, museo diffuso nella Rimini del grande regista

La sua Rimini, dove era nato nel 1920, gli ha dedicato un museo diffuso, il Fellini Museum, aperto qualche mese fa in più sedi, il quattrocentesco Castel Sismondo, il settecentesco palazzo del Fulgor dove a piano terra ha sede il leggendario cinema Fulgor immortalato da Amarcord e ora riallestito. E Piazza Malatesta, ideale punto di congiungimento. Il ministero della Cultura ha inserito questo museo tra i grandi progetti nazionali dei beni culturali. E’ il più grande omaggio espositivo/narrativo dedicato a Fellini, un percorso immersivo che si snoda tra filmati rari, oggetti di scena, racconti multimediali, installazioni … un museo che non vuole essere un omaggio alla memoria ma piuttosto una esaltazione dell’eredità culturale di uno dei più grandi registi della storia del cinema.

Fellini Museum
Fellini Museum (ph credit: pagina fb Fellini Museum, Lorenzo Burlando)

Sarà soprattutto Rimini, proprio nella sede del mitico cinema Fulgor, a ricordare i 102 anni dalla nascita di Fellini. Con la proiezione, tra gennaio e febbraio, di sei titoli tra i più significativi della filmografia del maestro:  “I vitelloni” , “Il Bidone”, “La Dolce vita”, “8½”, “Giulietta degli Spiriti”, “Fellini Satyricon”.  Con un concerto, Sognare Fellini. Visioni e amarcord sonori di Nino Rota“, in programma proprio oggi 20 gennaio. Sarà seguito dalla proiezione di un cortometraggio, Le Fellinette di Francesca Fabbri Fellini. La nipote del regista prende spunto da un disegno che lo zio realizzò per lei ritraendola sulla spiaggia invernale di Rimini.

“Scarabocchio da sempre … è il mio modo di accostarmi al film che sto facendo”

I disegni, un altro dei tratti distintivi e delle grandi passioni di Federico Fellini, furono motivo di ispirazione di tanti suoi film. Raccontava il regista in un’altra intervista, quella fatta da Giovanni Grazzini nel 1984 per Laterza e ripubblicata da Il Saggiatore in occasione dei 100 anni dalla nascita con il titolo Federico Fellini, Sul Cinema. “Non so bene da dove saltino fuori tutti questi scarabocchi … scarabocchio da sempre … credo si tratti di una maniera di prendere appunti, di fermare le idee … è il mio modo di accostarmi al film che sto facendo”. In questa intervista Fellini, che aveva all’epoca 64 anni, raccontava e si raccontava, parlando di vita, di ricordi, di personaggi, di cinema che per Fellini non ha “bisogno di letteratura, ma … di autori cinematografici, cioè di gente che si esprima attraverso i ritmi, le cadenze che sono particolari del cinema”. Quel suo cinema ricco di fantasia, magia, leggerezza, ironia. Ironia che gli faceva dire, in occasione di un’altra intervista, a Claudio Castellacci del Corriere della Sera: “Felliniano? … Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo”.

Fellini e i 102 anni dalla sua nascita: il cinema, i disegni, la sua ironia ultima modifica: 2022-01-20T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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Julieta B. Mollo

Un’icona!

Un maestro!

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