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L’italiano è stato la lingua ufficiale di Malta fino al 1934

C’è stato un tempo in cui l’italiano era la lingua ufficiale di Malta però nel 1934 successe qualcosa…

Durante l’intera dominazione britannica, iniziata formalmente nel 1800, l’italiano rimase la lingua ufficiale dell’amministrazione e della giustizia maltese. Non era un capriccio, era la naturale eredità di secoli di contatti con la Sicilia, con Napoli, con i Cavalieri di San Giovanni, molti dei quali italiani. Il maltese, lingua del popolo, aveva un’anima semita ma un corpo intriso di lessico romanzo, italiano in testa. Le due cose convivevano, il popolo parlava maltese, i dotti scrivevano in italiano. Questa convivenza generò però una lunga, aspra battaglia politica, la cosiddetta Questione della Lingua. Da una parte c’erano i nazionalisti filo-italiani, guidati da Fortunato Mizzi (1844–1905), fondatore del Partito Nazionalista, convinto che l’identità culturale maltese fosse mediterranea e latina. Dall’altra, i filo-britannici, tra cui spiccava Gerald Strickland, determinati a fare dell’inglese il cuore pulsante di Malta moderna.

Per decenni la disputa rimase aperta. Poi arrivò Mussolini.

Il regime fascista cominciò a guardare a Malta con interesse irredentista: Malta come “terra italiana”, i maltesi come “fratelli latini da liberare”. Discorsi, propagande, pressioni diplomatiche. Fu esattamente questo, il corteggiamento fascista, a convincere le autorità britanniche che l’italiano a Malta era diventato un pericolo strategico. Nel 1934, con un decreto coloniale, l’italiano fu rimosso dallo status di lingua ufficiale. Al suo posto, solo inglese e maltese. L’ironia è crudele: fu l’abbraccio soffocante del fascismo a condannare l’italiano. Una lingua che i maltesi avevano scelto, amato e coltivato per generazioni venne sacrificata sull’altare della geopolitica. Non per rifiuto, ma per paura. Non per distanza culturale, ma per troppa vicinanza con un regime che stava trascinando l’Europa verso il baratro.

Curiosità sulla lingua italiana a malta

Enrico Mizzi, internato dai britannici, poi diventato Primo Ministro, il figlio di Fortunato Mizzi era così apertamente filo-italiano che durante la Seconda Guerra Mondiale i britannici lo internarono a Uganda come rischio per la sicurezza. Non era un personaggio marginale: dopo la guerra tornò a Malta e divenne Primo Ministro nel 1950. È ancora oggi considerato un padre fondatore della nazione.

La radio italiana trasmetteva in maltese da Bari Negli anni ’30, l’EIAR (la radio di Stato fascista) aveva una trasmittente apposita a Bari che mandava programmi in maltese e italiano diretti all’isola. Era propaganda, ma era così popolare che molte famiglie maltesi la seguivano regolarmente.

All’Università di Malta si studiava in italiano Fino agli anni ’30, le lezioni universitarie e gli esami si svolgevano in italiano. I giovani maltesi che volevano fare carriera nelle professioni liberali andavano spesso a studiare a Napoli o a Roma.

Tutti i processi erano verbalizzati in italiano I tribunali maltesi usavano l’italiano come lingua ufficiale degli atti giudiziari. Significa che secoli di archivi legali sono in italiano — e che molti avvocati maltesi dell’epoca conoscevano meglio l’italiano che l’inglese.

Il decreto del 1934 fu annunciato con cautela Le autorità britanniche temevano reazioni di piazza. La rimozione dell’italiano fu gestita in modo graduale e quasi silenzioso, proprio per non scatenare proteste in una popolazione che quella lingua la sentiva propria.

Oggi, passeggiando tra le auberge dei Cavalieri a La Valletta, leggendo le lapidi settecentesche, o ascoltando certi anziani del sud di Malta usare parole che vengono diritte dal siciliano, si sente ancora qualcosa. Una presenza silenziosa…l’italiano non è mai davvero sparito da Malta.

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