Ci sono molte parole gemelle nella lingua italiana e maltese. Queste parole nascono da un consolidato matrimonio linguistico e culturale. Come sappiamo il mediterraneo è stato, ed è tuttora, culla di scambi e relazioni tra popoli. I Paesi che si affacciano su questo mare condividono una sorta di DNA linguistico. In particolare, l’Italia ha sempre giocato un ruolo chiave nelle relazioni di scambio commerciale e culturale con i paesi del mediterraneo e soprattutto con Malta. Per gli italiani a Malta è facile imbattersi in parole dal suono familiare che raccontano in breve il contesto di ogni discorso.

Alcuni esempi della familiarità tra maltese e italiano

La lingua maltese attuale nasce dal dialetto arabo di Sicilia, il quale, a sua volta, era legato alle varietà di alcune parlate del Maghreb e in particolare dell’attuale Tunisia (arabo tunisino). All’interno del maltese troviamo poi molte assonanze con le lingue neolatine ed in particolare con l’italiano. Il nostro orecchio riconosce immediatamente la familiarità di alcune parole che, al il di là dell’ortografia, hanno un suono pressoché identico a quello dell’italiano. Si osservino le seguenti parole: zalza (salsa), vjola (viola), paġna (pagina), ors (orso), nanna (nonna), ballun (pallone), karrozza (macchina) giacchetto (ġakketta) parlament (parlamento). Ci sono poi tutti gli avverbi italiani che finiscono in “mente”, che in maltese suonano così: francament, ovviament ecc…

MalteseSicilianoItaliano
skolascolascuola
gvernguvernugoverno
repubblikaripùbblicarepubblica
sigurtàsicurizzasicurezza
pulizijapulizzìapolizia
ċentrucentrucentro
teatrutiatruTeatro
credit: meeting halfway

Il maltese: l’unica lingua semitica che si scrive con caratteri latini

La storia della lingua maltese è ricca d’incontri interessanti. Basti osservare la natura dei cognomi maltesi. I cognomi di origine italiana costituiscono il 51,02% del totale dei cognomi presenti sull’isola. Dal 1813, con la colonizzazione britannica, Malta è diventata trilingue, l’unico stato europeo, con Gibilterra, ad adottare l’inglese come lingua ufficiale e a conservare l’italiano come lingua alta fino al 1936, e come lingua passiva fino a oggi (cfr. Giuseppe Brincat, Popoli e Parole: le Conseguenze Linguistiche delle Migrazioni nel Mediterraneo). Il testo letterario più antico scritto in lingua maltese è un poemetto chiamato Il-Cantilena, che fu redatto intorno al 1470 da un certo ‘Petrus Caxaro‘. I primi tentativi di codificare una versione scritta della lingua maltese in un alfabeto latino modificato si devono ai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, che regnarono su Malta dal 1530 al 1798.

Il futuro del maltese e delle lingue minoritarie

Negli ultimi anni ci si interroga sul futuro della lingua maltese, sulla sua sopravvivenza in un mondo dominato dall’inglese. Alcuni hanno le stesse perplessità circa l’italiano. Molte parole di radice anglosassone sono ormai entrate nell’italiano. A tal riguardo esistono differenti scuole di pensiero: c’è chi si pone su un piano di chiusura e rifiuto dei neologismi derivanti dall’inglese e c’è chi è pronto ad accoglierli. Ormai sappiamo che la forza di una lingua dipende dalla sua capacità di adattarsi. Quando una lingua non riesce più a evolversi, a rinnovarsi attraverso parole nuove che rappresentano bene i cambiamenti sociali, allora si può temere il peggio. Il maltese, proprio come il popolo cui appartiene, sembra godere di una grande elasticità, di una capacità di accoglienza che, ci auguriamo, gli assicurerà una lunga vita.

Parole gemelle nella lingua italiana e maltese ultima modifica: 2021-03-10T09:00:00+01:00 da Marzia Cipollone

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