Digitando oggi su Google le voci Malta, Sicilia, Viaggi, Tour … si aprono pagine legate al turismo che ci parlano dell’arcipelago maltese come una fra le mete più amate e preferite dai viaggiatori del nostro secolo per trascorrere una vacanza al centro del Mediterraneo. Eppure questo movimento turistico di viaggiatori verso Malta ha una storia antica che lega indissolubilmente le isole maltesi all’Italia e in particolare alla Sicilia. Collegamento per certi versi inevitabile, che nei secoli ha sempre visto in relazione queste due terre. Per comprensibili legami strettamente geografici (Malta e la Sicilia sono divise da un braccio di mare largo circa 80 chilometri) ma anche culturali. La cultura maltese nei secoli è percepita in relazione con quella siciliana. E non è un caso che i Grand Tour dei viaggiatori europei di Sette-Ottocento prevedessero nei loro itinerari certamente una tappa in Sicilia. Spesso anche nell’isola di Malta.

copertina viaggio in Sicilia e a Malta

E’ utile fare un salto indietro di alcuni secoli. Per ricordare che fin dal Quattrocento i figli delle ricche e nobili famiglie aristocratiche europee alla fine del loro percorso di studi si preparassero ad un viaggio, anche questo pensato “di istruzione”, facendo tappa nelle principali corti d’Europa. L’Italia, considerata la grande culla della cultura del nostro continente, era meta obbligata di queste esperienze che venivano chiamate Grand Tour e che duravano spesso alcuni anni. Uno dei più conosciuti è certamente quello dello scrittore tedesco Wolfang Goethe che percorse l’Italia tra il 1786 e il 1788 e che raccontò questa esperienza di viaggio in due volumi, Viaggio in Italia (Italienische Reise) pubblicati tra il 1813 e il 1817. Tappa obbligata era diventata anche la Sicilia, in quegli anni al centro dell’attenzione della vita culturale europea. Per le sue bellezze, per la sua cultura, per i suoi siti artistici e archeologici. E Malta?

Viaggio in Sicilia e a Malta, quando i diari dei Grand Tour raccontavano le due isole del Mediterraneo

Malta diventa interessante appendice per alcune di queste esperienze di viaggio. In particolare per Patrick Brydone (1736-1818), un grande viaggiatore di quegli anni che ne scrisse nella sua unica opera letteraria. Un romanzo epistolare dal titolo molto significativo, Viaggio in Sicilia e a Malta (A Tour Through Sicily and Malta in a series of letters to William Beckford). Il volume è una rielaborazione di appunti del viaggio compiuto nel 1770 da questo scienziato, militare e viaggiatore scozzese in Sicilia e a Malta. Si tratta di una delle principali opere che riguardano i Grand Tour e la prima che racconta e descrive la Sicilia e Malta. Questo diario di viaggio, nonostante alcune critiche legate alla presunta inesattezza di certe descrizioni, divenne una vera e propria guida per tutti che coloro che in seguito intrapresero un tour in Sicilia.

libro Brydone

Appena giunto a Malta, Brydone rimase colpito a tal punto dall’isola di Malta che la definì “la sintesi dell’Europa”, così come invece la Sicilia ne sarebbe “l’estremo lembo”. Come riporta Joseph Eynaud nel suo Sicilia e Malta nelle relazioni di viaggio del secolo diciassettesimo, lo scrittore scozzese rimase colpito dalla ricchezza della cattedrale di San Giovanni e dalla bellezza dei suoi marmi. Ma anche, particolare singolarmente curioso, dalla bellezza e dall’abbigliamento delle donne maltesi. La versione in italiano di questo volume fu pubblicata integralmente nel 1901 ma i volumi di questa edizione andarono in gran parte distrutti da un incendio nel terremoto di Messina. Dimenticata o quasi per cinquant’anni, l’opera venne ripubblicata in italiano nel 1968 (parzialmente) e successivamente nel 2005.

Il Carnevale di Malta del 1716 nel diario di viaggio del veneziano Giacomo Cappello

Fra il 1793 e il 1794 scrisse un diario di viaggio tra Malta e la Sicilia anche l’italiano Carlo Gastone Della Torre di Rezzonico. Un viaggio per certi versi “mirato” rispetto ad altri Grand Tour che lo videro protagonista, finalizzato alla richiesta di ammissione ai Cavalieri di Malta. Riuscirà ad essere ammesso, prima di tornare in Italia a Napoli dove morirà nel 1796. E a Malta arrivò anche il veneziano Giacomo Cappello alcuni anni prima, nel 1716. In questo caso, lo scopo era ossequiare il gran maestro Raymond Perellos y Roccafulli. Per ringraziarlo dell’aiuto avuto da Venezia in una campagna navale e per sollecitare un ulteriore supporto nel caso in cui si fosse reso necessario. D’altra parte, il supporto dei Cavalieri dell’Ordine a favore della Serenissima era venuto già in altre occasioni. Circa mezzo secolo prima anche durante la guerra di Candia contro quelli che i veneziani consideravano il loro nemici di sempre, i turchi.

Ma questo viaggio fu per Giacomo Cappello l’occasione – come ricorda ancora Joseph Eynaud – per raccontare nei suoi diari il Carnevale di Malta del 1716. Forse pensando ai famosi Carnevali veneziani, Giacomo Cappello scriveva di feste di piazza e in case private. Con al centro i Cavalieri che, padroni della situazione, si mascheravano “buffonamente, ma col volto scoperto, facendo mille insolenze; guai a chi parla, l’insurrettione sarebbe universale”.

(ph credit foto in evidenza: BEIC Biblioteca digitale)

I grandi viaggiatori del passato alla scoperta della Sicilia e di Malta ultima modifica: 2021-05-17T12:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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