Renzo Piano, famosissimo architetto genovese, è l’autore del progetto per la nuova sede del Parlamento maltese; l’originale e imponente struttura di pietra che tutti noi possiamo ammirare all’ingresso della città di Valletta. I lavori, iniziati a fine 2008 e conclusi nel 2015, sono stati spesso oggetto di numerose polemiche e controversie. La nuova struttura, sita proprio a ridosso delle colossali mura cinquecentesche, ha richiesto anni di studio. Oggi godiamo del risultato di un progetto di riordino architettonico e urbano di notevole complessità.

Renzo Piano - Dettaglio del nuovo Parlamento di Valletta

Un progetto tra innovazione e tradizione

Quello affidato a Renzo Piano è stato un progetto articolato. Per essere apprezzato appieno ci si dovrebbe rendere conto della complessità dell’opera. L’esigenza principale era quella di ristrutturare un sito storico nel rispetto della tradizione. L’originalità della struttura sta proprio nel fatto che la modernizzazione non ha impedito il dialogo tra passato e presente. La capacità di mettere in relazione la tradizione con la modernità è l’elemento distintivo del lavoro di Renzo Piano. La scelta di utilizzare la pietra maltese, una pietra calcare dal colore caldo, nella variante più compatta, è stata tutt’altro che scontata. Il recupero del teatro adiacente il polo multifunzionale, nel quale è sito il Parlamento, è un’ulteriore prova della ricchezza creativa dell’architetto.

L’equilibrio tra forma e materia

Le facciate del Parlamento colpiscono l’attenzione dell’osservatore per l’uso assolutamente innovativo della pietra. Il materiale è stato lavorato con un molteplice scopo. Il particolarissimo involucro esterno svolge infatti un importante ruolo sia sulla modulazione della luce, che penetra all’interno dell’edificio, sia sul controllo climatico. Secondo il principio di ‘parete attiva’ il rivestimento dell’edificio è stato fatto a ‘brises-soleil‘ ossia con degli elementi progettati secondo l’inclinazione dei raggi solari. Dietro le insolite facciate in pietra, modellate in modo da simulare l’erosione provocata dal vento, è nascosto un alto contenuto tecnologico. La realizzazione delle facciate ha richiesto, infatti, un inedito lavoro di progettazione architettonica, sia a livello di taglio e lavorazione della pietra sia a livello di agganci attraverso strutture metalliche. Dentro il progetto ufficiale convivono una miriade di studi e progetti secondari: insolite collaborazioni tra architetti e imprese effettuate nel comune intento di trovare l’equilibrio.

Un progetto originale che ha aperto un dibattito

Il progetto del “Valletta City Gate” realizzato dallo “Studio Renzo Piano Building Workshop” ha fatto a lungo parlare di sé. Nonostante i colori caldi della pietra maltese e la volontà di dotare la capitale di una struttura unica nel suo genere, capace di far vivere il passato in un modernissimo presente, le polemiche non sono mancate. L’edificio, per via della sua curiosa tessitura, è stato sprannominato dall’architetto maltese Kenneth Zammit Tabona “cheese grater”, ossia “grattugia”. Il fatto che dietro la “grattaformaggio” ci sia una strategia innovativa finalizzata al risparmio energetico dovrebbe però indurre a più approfondite considerazioni.

Risparmio energetico

È previsto che, grazie all’ausilio di 600 mq di pannelli fotovoltaici, sistemati in copertura, l’edificio riesca a provvedere all’80% di energia per il riscaldamento in inverno e al 60% di energia per il raffreddamento degli ambienti in estate. Se, poi, guardiamo al lavoro svolto nella prospettiva della cooperazione e dell’innovazione, si può affermare che un progetto come questo è un lavoro vincente. Il dialogo tra committente (governo maltese), progettista ed impresa ha portato ottimi risultati.

Nel cuore di Malta il Parlamento progettato da Renzo Piano ultima modifica: 2021-01-23T09:15:59+01:00 da Marzia Cipollone

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