Malta è uno dei primi Paesi europei a schierarsi contro l’importazione di prodotti monouso in plastica. Il Ministro per l’Ambiente e il Cambiamento Climatico Aron Farrugia ha vietato, a partire dal primo gennaio 2021, l’importazione di prodotti monouso in plastica: buste, vaschette e confezioni per alimenti, bicchieri, cannucce, agitatori per cocktail, bastoncini in cotone, piatti e posate. La decisione fa seguito alla dichiarazione ufficiale del 30 dicembre 2020. Tenendo fede alla nuova legge, il 2021 sarà un anno decisivo. Quest’anno, infatti, sarà l’ultimo anno con alcuni prodotti ancora in circolazione sul mercato, prodotti che andranno via via a scomparire (speriamo non nel mare). Gli Stati membri dell’EU hanno anche convenuto di raggiungere un obiettivo di raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029; inoltre, le bottiglie di plastica dovranno avere un contenuto riciclato di almeno il 25% entro il 2025, e di almeno il 30% entro il 2030.

www.greenpeace.org
www.greenpeace.org

L’obiettivo di ripulire il mare dalla plastica

Malta mette l’ambiente ai primi posti della sua agenda di governo (post-Covid). L’impegno preso nei confronti delle famiglie maltesi deve essere rispettato. Chi vive su un’isola sa qual è il valore del mare. Nel marzo del 2019 il Parlamento europeo aveva approvato la direttiva che metteva al bando, a partire dal 2021, gli oggetti monouso in plastica, al fine di contrastare in modo efficace il processo di inquinamento (da plastiche) delle acque marine. Ripulire il mare dalla plastica significa assicurare la sopravvivenza di specie acquatiche, animali e vegetali. Molte specie di pesci sono a rischio di estinzione e questo ha una valenza negativa che impatta su intere catene alimentari (l’84% dei grandi cetacei spiaggiati tra il 2008 e il 2019 aveva nel proprio stomaco plastica. Molti si ricorderanno dei 22 kili di plastica della femmina di cetaceo spiaggiata a Olbia nel 2019). Purtroppo, sono ancora molti coloro che non hanno consapevolezza del fatto che le alterazioni degli habitat e degli ecosistemi hanno serie ripercussioni anche sulla nostra vita.

Una vita senza plastica: quanto dipende da noi?

Impegnarsi per il cambiamento è una responsabilità che ognuno di noi dovrebbe assumersi. Un impegno individuale per il bene collettivo. I governi promulgano le leggi, impongono le tasse (ad esempio in Italia sta per scattare la PlasticTax ) o bloccano le importazioni; ma sono i cittadini con i loro gesti quotidiani che possono fare la differenza.  Le associazioni ambientalistiche, come il WWF, ci informano che – …se l’andamento della produzione proseguirà nella maniera attuale la plastica – nel mondo – potrebbe raggiungere i 34 miliardi di tonnellate nel 2050, di cui almeno 12 tonnellate costituirebbero rifiuti sparsi in tutti gli ambienti. Il Mediterraneo sta diventando una “zuppa” di plastica … e noi possiamo contribuire a fermare lo scempio. Non dimentichiamoci che se i pesci mangiano la plastica, la mangiamo anche noi.

GQ-italia

Malta si schiera contro la plastica usa e getta ultima modifica: 2021-01-05T10:07:27+01:00 da Marzia Cipollone

Commenti