Italianiamalta.com incontra Leonardo Barilaro

Leonardo, sei un italiano che vive a Malta. Da quanto tempo vivi qui? Perchè Malta?

Vivo a Malta da quasi 3 anni e spiegare il perchè io sia qui è complicatamente semplice, come queste isole probabilmente. Amo profondamente il mare e il clima mediterraneo e credo che Malta rappresenti ció di cui ho bisogno in questo periodo della mia vita. Ho diverse forti passioni in differenti settori, spesso apparentemente agli antipodi, che mi portano ad avere una natura ibrida e in continua evoluzione. Questa piccolo arcipelago è un mix incredibile di culture diverse, una sorta di microcosmo dove, in modo quasi frattale, si può trovare letteralmente tutto. Malta  inoltre è una nazione in forte crescita e sviluppo, ha il vantaggio logistico di essere vicina all’Italia, dove vive la mia famiglia e parte dei miei più cari amici, ed è ben collegata con voli in tutta Europa. Potrei riassumere il “perchè Malta” con il pensiero copernicanamente buffo che ho avuto anni fa, avendo vissuto per molti anni tra Venezia e Padova, ossia: perchè arrivare a 60 anni potendo (forse) trascorrere un paio di settimane al mare ogni estate con tutte le complicazioni del caso, quando invece potrei andare al mare tutto l’anno e scegliere una grigia e fredda città nordica dove trascorrere le ferie?

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Sei pianista e compositore. Quando hai scoperto la tua passione per la musica e come l’hai coltivata?

La mia primissima memoria musicale risale a quando avevo 3 anni e giocavo con un pianoforte giocattolo giallo, mi piaceva improvvisare e a volte smontarlo e forse proprio questa prima esperienza mi ha portato a realizzare, da adulto, il Kanephorte. Ho capito che volevo diventare un pianista quando avevo 6 anni, ricordo che a scuola un giorno un altro bambino stava suonando un vecchissimo pianoforte e quando terminó toccai il mio primo vero tasto e pensai: Wow! Così pochi mesi dopo cominciai il mio viaggio musicale , grazie al supporto della mia famiglia.

La mia prima “composizione ufficiale”, di cui conservo ancora lo spartito, risale a quando avevo 8 anni. Lo studio professionale è iniziato a 12 anni e dopo i primi esami da privatista entrai in Conservatorio a  15. Sempre durante quegli anni assieme alla musica classica iniziai a conoscere il mondo dei sintetizzatori e credo che il primo seme sia stato scoprire a 10 anni i Queen e la voce di Freddy Mercury. In parallelo agli studi classici ho sempre suonato in band rock e metal, con enorme divertimento. Finito il Conservatorio e dopo un paio di anni di perfezionamento ho iniziato nel 2006 il mio progetto ‘Nullo Die Sine Nota’, nessun giorno senza una nota, dove creo e sperimento con la mia musica. Da questo punto in poi suggerisco al lettore di leggere il resto del mio percorso musicale e approfondimenti riguardo il progetto sul mio sito, www.nullodiesinenota.com , sia perchè altrimenti la risposta diventerebbe troppo lunga per questa intervista e sia perchè è un’ottima mossa promozionale! In tutti questi anni ho sempre portato avanti musica e scienza di pari passo, molte volte mi sono sentito dire “Devi scegliere una delle due/Fai troppe cose tutte insieme” e i due percorsi sembrano agli antipodi, ma personalmente non ho mai vissuto queste mie passioni come una dicotomia e sono felice di aver scelto entrambe.

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Sei anche ingegnere aerospaziale, ci parli del tuo percorso professionale e del lavoro che svolgi a Malta?

A 9 anni mi sono appassionato di astronomia osservando meravigliosi cieli stellati in Calabria e a 12 anni, grazie ai libri di Isaac Asimov, ho deciso che sarei diventato un ingegnere aerospaziale e così, per farla breve, nel 2011 ho completato il PhD in “Sciences, Technologies and Measurements for Space” presso l’Università di Padova, studiando e sviluppando nuove tecnologie e metodologie per il   settore della sicurezza nello spazio, in particolare per il rischio legato ai detriti spaziali che orbitano attorno alla Terra. In quegli anni ho anche trascorso un periodo presso la Cranfield University, in Inghilterra, e partecipato ad un progetto ESA per un esperimento su volo stratosferico, SCRAT, che è stato lanciato dal centro spaziale di ESRANGE a Kiruna, nel nord della Svezia. Dopo un periodo come post doc al CISAS di Padova ho acquisito esperienza in ambito industriale lavorando 5 anni nel reparto ricerca e sviluppo di differenti grosse multinazionali, Maserati e SIT Group in Italia e Methode Electronics qui a Malta. Ho ripreso il percorso accademico nel 2017 con l’University of Malta,  dove, tra vari progetti, ho partecipato allo sviluppo di un nuovo tipo veivolo, ibrido tra elicottero e giroplano, venendo inoltre anche coinvolto nel Design of Experiment per un software di ottimizzazione per le fasi di decollo e atterraggio di aerei di linea. Il mio background tecnico è principalmente in misure meccaniche, strutture e sistemi aerospaziali, fluidodinamica e ho esperienza in ambito di simulazioni strutturali e CFD.

Attualmente sto lavorando a due nuove idee, a mio avviso molto interessanti e belle, una riguardante un innovativo sistema per la sicurezza in mare e una inerente la sicurezza in ambito spaziale. Non voglio peró descriverle in dettaglio per ora, sia perchè voglio prima vederne i frutti e sia per creare interesse e suspense in chi sta leggendo.

Fai arti marziali e freediving, e ami la fotografia. In che modo li concili con i tuoi tanti impegni lavorativi?

 A dire il vero due delle tre passioni che hai citato sono anche dei lavori, in quanto insegno regolarmente arti marziali cinesi con il mio progetto Taiji Blue Sea, legato alla scuola del mio Gran Maestro Daniele Zanni in Italia, e saltuariamente ho lavori su commissione come fotografo. Tuttavia personalmente non ho una separazione tra hobby e professioni, per me sono passioni. L’unica differenza è che in alcuni casi ho delle entrate economiche, in altri no.

Amo profondamente fare tutte le diverse attività menzionate e per conciliarle serve molta disciplina, che si acquisisce nel corso degli anni. Questo termine a mio avviso va valutato sotto una luce positiva, una disciplina sviluppata in modo sano unita a determinazione nell’intento porta a ritrovarsi lungo percorsi molto belli e ricchi. Nel tempo ho imparato ad organizzare in modo efficiente le mie giornate e ad essere flessibile nell’adattare situazioni che inevitabilmente mutano di continuo. Ho chiaro ció che è importante nella mia vita, affetti in primis, e cerco di filtrare il più possibile il rumore di fondo generato dalle cose superflue.

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Quali sono i tuoi progetti artistici futuri?

Il progetto più importante che sto sviluppando è “SeaSharp”, si tratta di uno spettacolo innovativo dove unisco il pianoforte (in alcuni casi preparato) e il sintetizzatore. Le tecniche compositive utilizzate servono per descrivere il Mare come metafora del percorso di Vita e i diversi brani esplorano su vari livelli i cicli e le dinamiche che l’essere umano sperimenta. Al momento sono stati realizzati due videoclip al riguardo, “Debris Wave” e “Alabora”, e ne ho altri in cantiere. SeaSharp verrà presentato per la prima volta a Malta il 15 febbraio dell’anno prossimo, l’evento si terrà a Valletta presso la sala concerti di St. James Cavalier e farà parte del programma annuale di Spazju Kreattiv.

Sei un italiano che ha viaggiato tanto per studio, per lavoro e per il piacere di farlo. Cosa porti della tua italianiità in giro per il mondo?

Questa domanda poggia su ipotesi nascoste a mio avviso utopistiche, quindi la risposta non puó che essere utopica.

Cosa vuol dire essere italiani? È parlare l’italiano ufficiale o uno dei suoi tanti dialetti? Significa essere cresciuti in una determinata area geografica? È un infantile “vivere di rendita” basandosi e facendo propri su meriti scientifici, artistici, storico-avventurosi di persone vissute in epoche passate in un’area che ancora non aveva i cartelli con sopra scritto “Italia”? Non credo che esista realmente il concetto di essere umano italiano, così come non esiste il maltese o “inserire nazionalità”. Provare a dare un insieme di etichette per definire un gruppo di persone e considerare invalicabili mutevoli linee tracciate su carte geografiche porta inevitabilmente alla creazione di “fan club”, ognuno di essi deve sentirsi per definizione migliore di tutti gli altri, anche se non si sa mai in cosa esattamente. E personalmente sono assai allergico a qualsiasi tipo di fan club, di ogni livello e tipologia.

La risposta utopica che quindi voglio darti è: In giro per questo piccolo pianeta di periferia galattica (che ho esplorato ancora troppo poco) voglio portarmi tutta la ricchezza culturale e spirituale che è nata nei secoli dall’incontro-scontro di tantissime popolazioni e flussi migratori di tutti i tipi, che hanno caratterizzato e reso ubertoso quel lembo di terra che attualmente sulle mappe è chiamato Italia.

– Website:    www.nullodiesinenota.com

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Paola Stranges

Autore: Paola Stranges

Scrivo per www.italiani.it ed alcuni siti ad esso collegati, mi è sempre piaciuto scrivere fin da piccola . Per lavoro digito su portatile ma, per fermare i miei pensieri utilizzo la mia raccolta di quaderni, penne e articoli di cartoleria ai quali non posso rinunciare. Sono appassionata di cucina, amo viaggiare, fotografare, e guardare vecchi film, passerei ore a leggere poesie. Ho la fortuna di vivere su un’isola e nel tempo libero (poco), mi piace fare lunghe passeggiate rigorosamente vista mare

Intervista a Leonardo Barilaro ultima modifica: 2018-11-14T09:00:27+00:00 da Paola Stranges

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