5 anni fa, esattamente il 29 giugno 2013, si è spenta a Trieste Margherita Hack. La famosa astrofisica e divulgatrice italiana ha lasciato il suo segno profondo in materia di astronomia dando il suo prezioso contributo nella ricerca per lo studio e la classificazione di molte categorie di stelle. Scopriamo insieme le sue citazioni più celebri e impariamo a conoscerla un po’ di più.

La famiglia e la sua educazione

«[…], ero molto più libera di tutti i miei coetanei perché avevo dei genitori liberali il cui stile educativo faceva leva sulla mia responsabilità e non sull’imposizione di regole. Anche se avrei preferito molto restarmene in casa a leggere, la sera mi imponevo di uscire per andare a vedere i varietà, solo per ribadire la mia libertà e la mia indipendenza, come individuo e come ragazza.»

Margherita Hack nasce a Firenze il 12 giugno 1922 da Roberto Hack, un contabile fiorentino con origini svizzere, e Maria Luisa Poggesi, toscana e miniaturista presso la Galleria d’arte degli Uffizi.

Margherita Hack
Margherita Hack (credits: “Il perchè non lo so” di Sperling & Kupfer)

Studia al Liceo Classico Galileo di Firenze ma non può sostenere gli esami di maturità per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945 si laurea in Fisica presso l’Osservatorio di Arcetri con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi, una categoria di stelle dalla luminosità variabile in base alla loro distanza cosmica. Qui inizia ad occuparsi di spettroscopia stellare, sulla quale si incentrerà la sua principale attività di ricerca. Si batte da sempre per la sua libertà ed indipendenza. Sportiva fin da bambina, si interessa a discipline come la pallacanestro, e pratica il salto in alto e in lungo durante campionati universita

L’astronomia

«L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.»

Forse una delle astrofisiche italiane più famose ed importanti, inizia nel 1948 ad insegnare astronomia all’università di Firenze, prima come assistente e poi come docente. Nel frattempo collabora con l’Istituto di Fisica dell’Università di Milano e con altre università straniere in qualità di ricercatore in visitaNel 1964 Margherita Hack ottiene la cattedra di professore ordinario di astronomia presso l’Università di Trieste. Carica che mantiene fino al 1992, anno in cui è collocata “fuori ruolo” per anzianità. Nel corso degli anni occupa anche altri ruoli rilevanti nelle più prestigiose società e osservatori astronomici e fisici europei ed americani. Partecipa inoltre a gruppi di lavoro per l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e la NASA. Da sottolineare è soprattutto l’incarico ultra-ventennale di direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, dal 1964 al 1987. Durante questo lungo periodo riesce a dare nuova linfa vitale ad un ente ultimo sia per numero di ricercatori sia per la qualità di strumenti e attrezzature scientifici utilizzati. Grazie ai suoi studi e al suo impegno, la comunità astronomica italiana espande la sua attività nell’utilizzo dei satelliti raggiungendo così una rinomanza di grande livello anche in ambito internazionale.

La scienza

«La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento calato dall’alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede.»

Da sempre incentrata sull’importanza della scienza, Margherita Hack è anche nota come divulgatrice scientifica. Nel corso della sua vita numerosi sono i lavori originali pubblicati su riviste, libri e giornali italiani ed internazionali, a carattere divulgativo e anche universitario. Nel 1978 fonda la rivista bimensile L’Astronomia, dirige in seguito la rivista di cultura astronomica Le Stelle insieme a Corrado Lamberti. Riceve anche alcuni riconoscimenti per le sue attività:

  • la Targa Giuseppe Piazzi nel 1994, per la ricerca scientifica;
  • il Premio Internazionale Cortina Ulisse nel 1995, per la divulgazione scientifica.

La vita extraterrena

«Fin dall’antichità l’umanità si è posta la domanda sull’esistenza di altre vite: sin dai tempi di Epicuro, di Plutarco, di Lucrezio Caro. Oggi possiamo dire perlomeno che esistono pianeti extrasolari: la loro esistenza è una condizione necessaria – anche se non sufficiente – per l’esistenza di altre forme di vita.»

Convinta che esistano altre forme di vita nella galassia, sostiene, però, che non potremo mai effettivamente stabilire un contatto per motivi legati all’enorme distanza tra noi e loro. È, invece, scettica circa le storie sull’esistenza degli UFO, che ama definire “bischerate”.

L’etica

«L’etica di un non credente è più pura e disinteressata di quella di un credente che si comporta bene perché spera nella ricompensa e teme la punizione nell’aldilà.»

Secondo la studiosa italiana, l’etica non deriva dalla religione ma dipende invece dalla coscienza. È la coscienza a permetterci di avere una visione laica della vita nel rispetto del prossimo, delle sue libertà e idee. Collegato al concetto etico è anche l’insegnamento dei genitori per cui tutte le forme di vita hanno lo stesso valore. E questo ci porta al punto successivo: i diritti degli animali ed il vegetarianismo.

I diritti degli animali

«La carne mi ripugna, non tanto per l’odore, ma per il pensare da dove viene, quali sofferenze ha sopportato l’essere vivente, un mammifero come me, a cui apparteneva.»

 

Margherita Hack è un’animalista convinta ed è vegetariana fin da bambina seguendo le ombre dei genitori. Sostiene l’idea della sofferenza dell’animale nel momento dell’uccisione e non condivide l’idea di spezzare una vita per trasformarla in pietanza. Nel corso della sua vita studia l’impatto positivo che l’essere vegetariani potrebbe avere sul pianeta. I suoi studi sono spinti soprattutto dalla sproporzione tra le zone della terra coltivate per il foraggio degli animali e quelle per il consumo umano.

I diritti civili

«Una famiglia di ferventi cattolici divorziati è più sana e serena di una felice coppia gay?»

D’accordo sulla necessità del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, è premiata nel 2010 come “Personaggio gay dell’anno” proprio per le sue attività a sostegno dei diritti civili. Definendo il Vaticano un “deterrente che influenza la classe politica italiana”, dichiara che la politica debba reagire per garantire il rispetto delle libertà altrui e dare un forte segnale di civiltà. In merito all’eutanasia, la ritiene un diritto che ogni uomo che soffre deve poter esercitare per alleviare le proprie pene e sofferenze. Nel 2011 sottoscrive il suo testamento biologico lasciando le indicazioni sui trattamenti sanitari da sottoporle in caso di impossibilità di comunicazione a causa di malattie o incapacità.

L’ateismo

«La scienza non riesce a dare una risposta totale. Quindi il mistero c’è certamente. Se quando morirò dovessi scoprire che c’è la vita eterna, direi a Dio che ho sbagliato. E forse tutto sommato, sarebbe bello essersi sbagliati. […] Gesù è stato certamente la maggior personalità della storia. Il suo insegnamento, se è resistito per 2000 anni, significa che aveva davvero qualcosa di eccezionale: ha trasmesso valori che sono essenziali anche per un non credente

Margherita Hack è atea, non crede in nessuna religione né nell’esistenza di una qualche essere soprannaturale. Probabilmente anche per via dei genitori che in passato hanno abbandonato le loro religioni di origine (protestante e cattolica) per aderire alla Società Teosofisica Italiana. Basata su un insieme di teorie indiane molto vicine al Buddismo, questa associazione praticava il rispetto di tutti gli esseri viventi.

Margherita Hack
Margherita Hack (credits: “Il perché non lo so” di Sperling & Kupfer)

Nonostante il suo ateismo, il 19 febbraio 1944 sposa con cerimonia religiosa Aldo De Rosa, suo compagno fino alla fine dei suoi giorni per oltre settant’anni. Nel corso della sua vita va comunque contro ogni tipo di superstizione e di pseudoscienze:

  • dal 1989 assume il ruolo di garante scientifico del CICAP;
  • nel 2002 diventa presidente onoraria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti;
  • nel 2005 si iscrive all’Associazione Luca Coscioni per sostenere la libertà di ricerca scientifica.

Quando, il 29 giugno 2013, si spegne dopo una settimana di ricovero in ospedale, viene sepolta nel cimitero di Trieste. Non è celebrata nessuna funzione religiosa ma solo una cerimonia esclusivamente privata della quale non sono resi pubblici né il giorno né l’orario. Una grande donna, un’italiana forte, dal carattere deciso e ferma nelle sue convinzioni che ha irrimediabilmente cambiato il mondo dell’astrofisica regalandoci grandi scoperte. Grazie Margherita!

(Foto di copertina: credits ArtSpecialDay)

Sabrina Furia

Autore: Sabrina Furia

Divoratrice di libri, viaggiatrice seriale e ottimista senza speranza.
Appassionata di tutto quello che riguarda il mondo dei social media, della SEO e del content & copywriting. Amante della scrittura, della fotografia e della natura… dove mi lasci non mi trovi!

Margherita Hack, a 5 anni dalla sua morte conosciamola meglio grazie alle sue frasi celebri ultima modifica: 2018-06-11T09:00:37+00:00 da Sabrina Furia

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