La riscoperta dei reperti archeologici di Malta verte sull’incessante lavoro delle università italiane. Ben quattro tra i maggiori atenei della penisola, infatti, costituiscono la Missione Archeologica Italiana a Malta. Sarà proprio questo l’argomento che verrà trattato il 4 dicembre all’Istituto Italiano di Cultura La Valletta in una conferenza intitolata L’avventura della Missione Archeologica Italiana a Malta.

Presenti le università italiane

L’avventura della Missione Archeologica Italiana a Malta è un convegno che si terrà, il 4 dicembre all’Istituto Italiano di Cultura La Valletta, dalle 18.30 alle 20.00. Verterà sull’impegno che quattro università italiane profondono nello studio dei siti archeologici portati alla luce sull’isola mediterranea. A raccontarci della missione e delle attività più recenti ci saranno quattro docenti delle suddette università.

Il sito di Ras-il-Wardija. Fonte: wikipedia

Il primo sarà Alberto Cazzella, docente di Scienze Archeologiche e Scienze dell’Antichità alla Sapienza di Roma. Sarà accompagnato dalla professoressa Maria Giulia Amadasi, sua collega nell’ateneo romano, che parlerà degli Dèi fenici a Tas-Silġ in base alle iscrizioni. Seguirà l’intervento della dottoressa Giulia Recchia, ricercatrice del ramo umanistico dell’Università di Foggia, che parlerà de Il complesso megalitico tardo-neolitico di Tas-Silġ e la sua frequentazione durante l’età del Bronzo. A seguire la professoressa Grazia Semeraro, docente di Archeologia Classica all’Università del Salento. Poi  la dottoressa Francesca Bonzano, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, tratterà il tema de Il santuario in età punico-ellenistica e romana: acquisizioni recenti.

Gli scavi a Tas-Silġ

Il lavoro di questi quattro atenei ha portato alle prime indagini, avvenute tra il 1963 e il 1970 presso Tas-Silġ, S. Pawl Milqi, nell’isola di Gozo e sul promontorio di Ras-il-Wardija. Le attività di scavo subirono un’interruzione fino al 1995, quando ripresero a Tas-Silġ e proseguirono senza interruzioni fino al 2011. In questo sito è stato rinvenuto un complesso megalitico che è possibile datare nell’età del Neolitico tardo (III millennio a.C.), che rimase occupato in tutta l’età del Bronzo (II millennio a.C.). In età fenicio-punica, in questo luogo sorse il santuario di Astarte, che i Romani trasformarono nel santuario di Giunone alle fine del II secolo a.C.. Un’altra importante trasformazione del sito è relativa all’età bizantina. In quest’epoca, infatti, il santuario divenne un luogo di culto cristiano.

Tas-Silġ
Il sito archeologico di Tas-Silġ

La Missione Archeologica Italiana a Malta continua a lavorare sull’isola in collaborazione con la Superintendence of Cultural Heritage e con Heritage Malta. Gli studi sono sostenuti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Culturale. Quest’ultima è frutto della collaborazione tra Italia e Malta, nata da due protocolli d’intesa. Il primo è stato l’Accordo di Collaborazione Culturale, firmato a La Valletta il 28 luglio 1967. Il secondo è il XIV Programma Esecutivo di Collaborazione Culturale per gli anni 2014-2016, sancito a Malta il 1 luglio 2014.

Maggiori informazioni riguardo all’evento possono essere richieste all’Istituto Italiano di Cultura tramite la sua casella di posta elettronica (segreteria.iiclavalletta@esteri.it).

 

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

L’Istituto Italiano di Cultura ospita le università italiane che hanno condotto scavi archeologici a Malta ultima modifica: 2018-11-28T09:00:00+00:00 da Luigi Bove

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