Michelangelo Merisi, detto “il Caravaggio” dal nome della cittadina in provincia di Bergamo in cui visse da fanciullo, nacque il 29 settembre 1571 a Milano. Considerato uno degli artisti più grandi di sempre, la sua pittura è probabilmente la più sconvolgente e appassionante, ma anche la più discussa. Irrequieto, violento, ribelle e contestatore delle dottrine religiose, le sue opere rappresentavano la “nuda” realtà, geniale e trasgressiva. Per questo fu appellato “pittore maledetto”.

Caravaggio, ritratto dell'artista
Ritratto dell’artista

Spirito inquieto

Caravaggio era uno spirito inquieto, “incline a duellare e a far baruffe”, tanto che fu più volte denunciato e incarcerato. Il 28 maggio 1606 accadde l’irreparabile. In seguito a una rissa, l’artista uccise a Roma un certo Ranuccio Tomassoni da Terni. Nella lite, lui stesso rimase gravemente ferito alla testa e dovette fuggire per cercare riparo. Lo trovò nei feudi laziali dei suoi protettori: i Colonna. Qui rimase per tre mesi, prima di trasferirsi a Napoli. Nel frattempo, veniva condannato in contumacia alla pena di morte con l’accusa di omicidio. Otto mesi dopo il suo arrivo nella città partenopea, Caravaggio si spostò a Malta, dove con ogni probabilità sbarcò il 12 luglio 1607.

La latitanza a Malta

Dopo un anno dal suo arrivo a La Valletta, Caravaggio fu ammesso nell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, per riconoscimento dei meriti che si era procurato con la sua attività nell’isola. Non si hanno certezze sulla vera motivazione che spinse l’artista a trasferirsi proprio a Malta. Diverse sono le ipotesi avanzate dagli studiosi. La prima, riguarda un possibile tentativo del pittore di rientrare nelle grazie del Papa, che nutriva un profondo rispetto per i cavalieri maltesi, e sfuggire così all’arresto. Ma non si esclude che si trattò semplicemente di un’opportunità lavorativa.

Ritratto ad Alof de Wignacourt

Il potente Gran Maestro dei cavalieri di Malta, il francese Alof de Wignacourt, era infatti alla ricerca di un pittore, ed è probabile che Merisi poté godere dell’intercessione di Costanza Colonna, che conosceva sia lui sia il Gran Maestro. Tanto che il primo lavoro di Caravaggio a Malta fu proprio il ritratto di de Wignacourt, oggi al Louvre. Il volto del Gran maestro, inoltre, è stato riconosciuto anche nel dipinto di “San Girolamo scrivente”, custodito nel museo della cattedrale maltese.

Caravaggio, Decollazione di San Giovanni

La “Decollazione di San Giovanni”

Nel periodo maltese, Caravaggio dipinse quello che è considerato il suo capolavoro supremo: la “Decollazione di San Giovanni”. Si tratta di una tela lunga tre metri e sessanta e larga cinque metri e venti, ancora oggi custodita nell’Oratorio della Cattedrale di San Giovanni, a La Valletta. Eseguita per la Compagnia della Misericordia, che aveva proprio lì il suo oratorio, è l’unica opera firmata dall’artista. La firma è rosso sangue, lo stesso che sgorga dal collo del Battista, come a voler trovare una sorta d’identificazione nel martire, poiché anche lui avrebbe subito la stessa fine, data la condanna a morte che pendeva sul suo capo.

Caravaggio, particolare del dipinto
Un particolare del dipinto

Il dipinto, di straordinaria bellezza, evoca l’ultimo palpito di vita del santo, caduto bocconi con le mani legate dietro la schiena, dopo che il suo carnefice gli ha inferto un colpo di spada e si appresta a recidergli il collo con il pugnale. Caravaggio si firma “f. Michelangelo”, dove la “f” sta per “fra’” (frate) e indica la sua appartenenza in quel momento storico all’Ordine dei Cavalieri di Malta, per l’esattezza Cavaliere dell’Obbedienza Magistrale.

La fuga dall’isola

Nel 1608 Caravaggio venne arrestato dopo un litigio con un Cavaliere. Rinchiuso nel carcere di Sant’Angelo, a Birgu, il 6 ottobre riuscì a organizzare una fuga rocambolesca e a rifugiarsi in Sicilia, a Siracusa. Di conseguenza, il 6 dicembre fu espulso con disonore dall’Ordine dei Cavalieri, che in una bolla lo definirono “membro fetido e putrido”. La sua indole ribelle lo vide ancora fuggire di città in città. Alla fine, la grazia gli fu concessa, ma il destino non giocò in suo favore. Morì sulla spiaggia della Feniglia, nei pressi di Porto Ercole, il 18 luglio 1610. Caravaggio, che dipinse la realtà garantendo il massimo coinvolgimento emotivo dello spettatore e introdusse il concetto di luce naturale, rimane uno dei più grandi e geniali pittori di tutti i tempi.

(Foto: Caravaggio pictor praestantissimus, Pagina Facebook)

Caravaggio a Malta. Storia di un uomo in fuga e della sua arte eterna ultima modifica: 2021-09-29T15:55:00+02:00 da Antonietta Malito

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