Una donna italiana esemplare, che ha avuto il coraggio e la forza di seguire il marito in esilio nell’isola di Malta. Una donna colta, che nonostante le difficoltà di questa situazione non ha trascurato la sua attitudine per la scrittura e la letteratura. Sono questi i tratti salienti di Ifigenia Gervasi Zauli Sajani (1810-1883). Nata in Emilia Romagna a Sarsina, giovane sposa nel 1829 all’avvocato forlivese Tommaso Zauli Sajani, non esita a seguirlo a Corfù. Poi si spostano a Malta dove lo Zauli è costretto a rifugiarsi, esule in seguito ai moti risorgimentali del 1830-32. Erano gli anni, fino all’unificazione d’Italia, che avevano portato a Malta un gran numero di esuli italiani, alcuni per brevi periodi, altri per molti anni. Una migrazione forzata che si traduceva non solo in un esilio dorato. Ma anche – chi più chi meno – in una riedizione di quelli che erano i loro ideali, la loro vita, la loro cultura in Italia.

La collaborazione di Ifigenia con la rivista Il Mediterraneo-Gazzetta di Malta

In questo periodo storico la “piccola Italia” a Malta, fatta di tanti esuli fra i quali anche Francesco Crispi, si esprime sulle tematiche più sentite e che l’hanno costretta all’esilio, cioè gli ideali del Risorgimento. E l’avvocato Zauli, che era un patriota fervente mazziniano, concretizza i suoi sentimenti nazionali fondando la rivista Il Mediterraneo-Gazzetta di Malta. Questa pubblicazione diviene organo della Società Mazziniana e si inserisce nella vita culturale dell’isola. “Per un trentennio – scrive l’enciclopedia Treccani – il foglio più autorevole fra quanti caldeggiavano nell’isola la causa italiana”. Ed è in questo foglio, ma non solo, che si inserisce l’attività della moglie Ifigenia. Colta, versatile, pubblicò a Malta numerosi racconti e romanzi storici. Fra questi, un omaggio particolare è rivolto al sommo poeta, Dante Alighieri, a cui Ifigenia Gervasi dedica il romanzo Beatrice Alighieri.

il romanzo di Ifigenia Zauli

Gli esuli italiani a Malta e il loro mito di Dante

Dante è un tema ricorrente fra gli esuli italiani a Malta, proprio per quella condizione dell’esilio che in qualche modo li accomunava al sommo poeta, con cui si sentivano in comunione anche per la dirittura morale e per lo spirito critico dell’Alighieri nei confronti dei vizi e della corruzione. E’ sempre il marito di Ifigenia, Tommaso Zauli, ad aprire la strada dantesca. Grazie alla scuola di italiano, che la coppia apre e conduce nei dieci anni di permanenza a Malta, l’esule diffonde e fa conoscere l’opera di Dante. Un culto verso il poeta toscano più o meno diversamente sentito dagli esuli che avevano trovato rifugio a Malta, e di cui la massima interprete e cultrice è probabilmente proprio la moglie Ifigenia. A Malta Ifigenia Gervasi Zauli Sajani pubblicò quattro romanzi storici che fecero scuola nell’isola. E a Malta scrisse la più nota e riuscita delle sue opere, Beatrice Alighieri, edita da Filippo Izzo a La Valletta nel 1847. Quello stesso anno la scrittrice sarebbe rientrata in patria con il marito fruendo delle amnistie di papa Pio IX.

Beatrice Alighieri di Ifigenia Zauli Sajani

Come riporta Gerard Bugeja in un saggio sull’argomento, significativa è la dedica della stessa autrice al libro.

“Quando per sollievo degli anni vissuti lungi dalla Patria, io visitava talora la mia terra natale, e di qui volava a Ravenna … io contemplava sovente la famigerata tomba che le sorge dapresso, e che tanto lustro aggiunge a codesta città la tomba dell’ Alighieri. E alla memoria di quel grande ispirandomi, correva la mia mente alIa figliuola di lui, Beatrice, che pareami vedere nella corte de’ Polentani aggiravasi per quelle stanze medesime dove nata e cresciuta era la bellissima Francesca …”

Il romanzo storico Beatrice Alighieri e i tanti rimandi alle opere di Dante

Il romanzo è un quadro storico che intreccia, attraverso una trama un po’ complessa, le vicende immaginate di Beatrice, figlia di Dante, con quelle del Trecento. “… sebbene la storia non sia incentrata su Dante – scrive Bugeja – l’autrice sfrutta ogni occasione per divagare per soffermarsi su qualche aspetto della sua vita e della sua attività letteraria. Vengono inserite intere terzine della Divina Commedia o della Vita Nova non solo nel racconto vero e proprio ma anche nell’introduzione del singoli capitoli”. Il romanzo ebbe grande popolarità a Malta. Grazie al fatto che fu pubblicato a puntate in un’altra rivista del marito di Ifigenia, il bimestrale La Speranza. Anche questa rivista era diretta da Tommaso Zauli che non perse mai occasione di ribadire con forza l’italianità culturale di Malta. Il romanzo Beatrice Alighieri ebbe una seconda edizione a Torino nel 1852, quando ormai i coniugi Zauli erano già rientrati in Italia.

(fonti: Gerard Bugeja, Gli esuli italiani a Malta e il mito risorgimentale di Dante – Treccani, Franco Lanza, Enciclopedia Dantesca)

Beatrice Alighieri, edito a La Valletta nel 1847 di Ifigenia Zauli ultima modifica: 2021-03-22T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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