27 gennaio 1945. 75 anni fa, venne scoperto il campo di concentramento della città polacca di Oświęcim, Auschwitz. Ne furono aperti i cancelli e liberati i superstiti. Per la prima volta il mondo intero vide, quindi, con i propri occhi i mezzi di tortura, gli strumenti di annientamento utilizzati dai nazifasciti. Vide gli orrori del genocidio, dello sterminio del popolo ebraico. Ma non loro, anche degli omosessuali, dei testimoni di Geova, dei comunisti, di prigionieri politici, di chi si opponeva al regime, di chi anelava all’uguaglianza e alla libertà. Una giornata per non dimenticare, perché solo ricordando ciò che è stato possiamo evitare che la storia si ripeta. Per celebrare il quindicesimo Giorno della Memoria, l’Ambasciata d’Italia a Malta e l’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta hanno un evento in programma: la proiezione di Jona che visse nella balena.

Jona che visse nella balena

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza che ogni Paese celebra e commemora con eventi e manifestazioni. Quest’anno l’Ambasciata d’Italia a Malta e l’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta hanno deciso di ricordare le vittime della Shoah con la proiezione di un film. S’intitola Jona che visse nella balena, del 1993, diretto da Roberto Faenza.
Jona ha quattro anni e abita ad Amsterdam. Vive negli anni più bui della storia europea, gli anni di Hitler e di Mussolini. Gli anni dei regimi totalitari, del nazismo e del fascismo. Gli anni dell’assenza di umanità. Nel 1940, infatti, è deportato insieme alla famiglia nel campo di concentramento di Westerbork, nei Paesi Bassi, prima e a Bergen-Belsen poi. Nella cittadina tedesca lui e sua madre sono separati dal padre. Vivono in una baracca nella quale Jona sperimenta il freddo e la fame, la paura e la sofferenza.

Auschwitz: l'ingresso del campo di concentramento
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Nel frattempo, però, ricevono la triste notizia della morte del padre, dovuta a denutrizione e duro lavoro. E la madre comincia a vacillare. Vengono prelevati anche da quella piccola baracca e caricati su un treno che vagherà senza meta fino a quando le truppe sovietiche non lo rintracciano e liberano. Finalmente la libertà. Ma la felicità non arriva: la madre di Jona morirà qualche giorno dopo in un ospedale. Jona, ormai ragazzo, ritorna nella sua Amsterdam dove amici di famiglia lo adottano. Ora è libero, è in pace, ma i segni di aver vissuto nella “balena” rimarranno per sempre impressi nella sua vita, anche quando cresce e diventa scienziato.
Tratto da Anni d’infanzia, il romanzo autobiografico di Jona Oberski, mostra il dramma dell’olocausto attraverso gli occhi di un bambino innocente. Sarà proiettato, quindi, lunedì 27 gennaio, alle 18.30, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta. Ingresso gratuito.

Il Giorno della Memoria

Istituita il primo novembre 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Giorno della Memoria commemora, pertanto, le vittime e i sopravvissuti della Shoah. Il 27 gennaio coincide proprio con la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte della Sessantesima Armata del 1º Fronte ucraino. Una giornata storica importante, quindi. Una giornata per conservare la memoria di uno dei periodi più tragici e oscuri e farci riflettere sulle barbarie subite da milioni di nostri fratelli. Per combattere, dunque, il rischio dell’oblio e lottare affinché non si riscriva mai più una pagina simile nella storia dell’umanità. E le istituzioni quali l’Ambasciata Italiana e l’Istituto Italiano di Cultura a Malta si prodigano anno dopo anno affinché la memoria storica continui a essere perpetuata intatta e veritiera alle nuove e future generazioni.

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Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente. Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale. Amante della vita e irrimediabile sognatrice. “Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.
“Jona che visse nella balena” per celebrare il giorno della memoria ultima modifica: 2020-01-24T09:00:00+01:00 da Serena Villella

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