Il professor Joseph Brincat è un illustre docente che insegna all’università di Malta. Le sue materie sono linguistica storica, letteratura comparata italo-maltese, filologia, storia della lingua Italiana, linguistica e cinema. Un suo articolo è stato recentemente pubblicato sul sito della prestigiosa Treccani. Ho avuto il piacere di incontrarlo presso la sede della Dante Alighieri di Malta. E’ stata un’intervista interessante e emozionante e leggendola, ne capirete il perchè fin dalle prime righe. È emerso l’amore che il professor Brincat ha e ha sempre avuto per la lingua italiana, un amore che continua e si rafforza giorno dopo giorno.

Professore quando è nata la sua passione per la lingua italiana?

Ho cominciato a studiare italiano a undici anni perchè, dopo la guerra, l’italiano non era più la lingua della scuola come lo era stata per mio padre che aveva fatto la scuola in lingua italiana. A Malta, a Valletta, c’era la scuola italiana fondata da un maltese; la scuola, che si chiamava “Umberto I”, originariamente si trovava a Sanglea, e poi è stata trasferita a Valletta. Era una scuola italiana eccellente, infatti, anche tante famiglie anglofile mandavano i loro figli lì a studiare. Mio padre ascoltava solo la radio italiana, guardava solo i film italiani. A quei tempi a Malta c’erano anche due cinema che proiettavano film italiani, questo fino agli anni ’60, uno era il Manoel che era diventato cinema prima di essere restaurato e un altro era a Birkirkara. Anche il libretto di preghiere era in italiano. Io ho studiato italiano anche al liceo e poi sono diventato insegnante. Quando ero all’Università, ho scelto tutte e 5 le lingue che si studiavano e ho scelto l’italiano grazie all’influenza del prof Dorigo che è stato anche il primo direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Malta. Gli devo moltissimo. Poi ho fatto il master con il professor Lanza e successivamente sono andato a Firenze per il dottorato. Ho studiato filologia italiana con tesi sulle rime di un poeta fiorentino minore. Il prof. Lanza mi ha poi chiamato all’università assegnandomi la linguistica italiana.

Professore, esistono affinità tra la lingua maltese e il dialetto siciliano?

Per rispondere alla sua domanda, le racconto che un giorno sono andato al posto del professor Lanza a un congresso a Palermo. Lì ho scoperto la dialettologia. Ho cominciato a osservare quante affinità ci sono tra il siciliano e il maltese. L’italiano è stato introdotto a Malta dai Cavalieri ma prima, per trecento anni, i nostri documenti sono in siciliano illustre o in latino o, in certi casi, in entrambe le lingue e tutto questo non è stato mai approfondito. Da allora ogni anno ho partecipato a un congresso in Italia per conoscere meglio temi diversi di cui poi scrivevo. Quando ho avuto abbastanza materiale, ho scritto un libro “La prima storia linguistica di Malta”.

I primi capitoli sono dedicati alla preistoria e all’introduzione dell’arabo, il confronto tra l’arabo parlato a Malta e quello parlato in Sicilia e dal periodo dei Cavalieri in poi e ancora la lotta tra l’italiano e l’inglese. Gli inglesi avevano deciso, addirittura istruito il governatore, di sostituire in tutti i modi l’italiano con l’inglese già nel 1813 ma non ci sono riusciti. Questo in Italia non si sapeva, infatti, nella storia della lingua italiana, Malta non viene menzionata. I maltesi invece hanno difeso l’italiano senza alcun appoggio dall’Italia che non voleva avere problemi con lo Stato britannico. Lo hanno difeso per 120 anni, hanno ceduto solo nel 1936 perchè non potevano fare altrimenti in quanto l’Italia era diventata nemica. Dopo la guerra, l’italiano è stato salvato a Malta dalla RAI TV. Tutti guardavamo la Tv italiana e così i maltesi hanno riscoperto un’Italia diversa da quella della propaganda anti italiana del periodo prebellico e ci siamo affezionati a Mario Riva, al Musichiere a Mike Buongiorno e al calcio italiano.

A Malta che lingua si preferiva, l’inglese o l’italiano?

Con il prof. Sandro Caruana quando volevamo sapere cosa guardavano i ragazzi in televisione, abbiamo scoperto una cosa che ci ha sorpresi molto. Veniva mandata in programmazione la serie TV Beverly Hills 90210 sia in italiano che in inglese, ebbene, i ragazzi dicevano di preferire la versione in lingua italiana. Noi ci siamo chiesti il perché, visto che l’inglese si studia a Malta dall’asilo mentre l’italiano dall’età di 11 anni. Abbiamo fatto quindi un questionario ed è venuto fuori che la Tv italiana era molto guardata e che il 56 % dei maltesi, anche i bambini che non avevano mai studiato italiano, capivano l’italiano, anche perchè il maltese è composto per il 60% di parole in dialetto siciliano e italiano. Poi è cominciato il calo di interesse per la lingua italiana.

Oggi ci sono studenti che studiano l’italiano?

Gli studenti di italiano sono diminuiti drasticamente ma, perchè questo calo di interesse per la lingua italiana? Ormai la maggior parte delle persone studia italiano solo se serve per la carriera che ha scelto. Il fatto è che gli italiani stanno imparando l’inglese, gli studenti italiani vengono a Malta per imparare l’inglese e vogliono praticarlo. I tanti italiani che vengono a Malta per motivi di lavoro preferiscono parlare inglese con i maltesi, per esercitarsi. Chi studia l’italiano lo fa per motivi culturali, per capire l’opera lirica o per andare in Italia a vedere i capolavori dell’arte.

Professore lei ha studiato a Firenze…

Si, a Firenze ho studiato letteratura italiana e storia della lingua. Sono arrivato a Firenze in un momento molto importante perchè c’erano dei grossi nomi come Domenico De Robertis, critico letterario e filologo, Gianfranco Contini, critico letterario, filologo e accademico, Giovanni Nencioni  linguista e lessicografo che è stato uno dei maggiori storici della lingua italiana. Devo dire che gli italiani parlano l’italiano con una scintilla che manca a chi non è madrelingua, anche se parla italiano molto bene. Noi modelliamo il nostro italiano su schemi inglesi che sono molto più diretti, molto più brevi. Invece l’italiano ha un linguaggio più ricco, più fiorito. Ho notato questo anche con il doppiaggio perchè mi sono occupato del doppiaggio di film inglesi in lingua italiana.

Professor Brincat, che cos’è il periodico “Lo Zibaldone” ?

Lo Zibaldone nasce come un atto presuntuoso da parte del gruppo giovanile della Dante Alighieri di Malta degli anni ’60. Nella Dante si stavano formando i gruppi giovanili e i ragazzi che studiavano italiano all’Università facevano parte di questi gruppi.

Gli “anziani” della Dante, come li chiamavamo noi, avevano un periodico che si chiamava “Il Ponte” di cui sono usciti circa 15 numeri. Il livello degli argomenti trattati era però molto alto e non sempre interessava i ragazzi giovani. Per coinvolgere gli studenti delle medie, abbiamo pensato di scrivere questo giornale che aveva in copertina la famosa nave italiana “Amerigo Vespucci”. Abbiamo cercato di mettere insieme articoli di scrittori affermati e di giovani che stavano studiando l’italiano. Io ho pubblicato tre numeri che uscivano ogni 6 mesi circa. Noi ragazzi della Dante ce ne occupavamo e facevamo anche teatro.



Intervista al professor Joseph Brincat ultima modifica: 2022-01-18T09:00:00+01:00 da Paola Stranges

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Julieta B. Mollo

Molto interessante!

Excelente 👏

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