Il concerto La Trinità del Suono, che si è svolto a Malta, è stato un evento di grande intensità artistica e simbolica, capace di unire musica, storia e spiritualità in uno spazio di dialogo culturale profondo. Tra i protagonisti della serata, il soprano Laura Ansaldi, artista di grande sensibilità e talento, reduce da importanti debutti internazionali come quelli alla Carnegie Hall e in Vaticano. In questa intervista, Laura Ansaldi racconta il suo percorso artistico, il significato dei recenti riconoscimenti e l’esperienza di partecipare a un progetto musicale che va oltre la semplice esecuzione.

Laura, la sua carriera l’ha portata recentemente su palcoscenici di grande prestigio come la Carnegie Hall e il Vaticano. Cosa rappresentano per lei questi debutti nel suo percorso artistico?
Come avro’ modo di spiegare nelle risposte successive, il mio approccio alla musica e alla performance del palcoscenico è molto orientato all’innovazione e alla spiritualità. Non ho mai avuto un approccio tradizionale. Tuttavia, esistono dei luoghi e dei palcoscenici davvero prestigiosi ed iconici che rappresentano una pietra miliare nella carriera di un artista, un punto di arrivo, un riconoscimento ufficiale. La Carnegie Hall, il Vaticano e l’Opera di Parigi (dove ho debuttato a Dicembre 2025 ricevendo una medaglia d’oro alla carriera) sono tra questi, e sono molto riconoscente ed appagata da queste opportunità.
Quali sono i suoi prossimi progetti artistici e lavorativi dopo questo periodo così intenso?
Questo 2026 è partito con qualcosa a me molto caro, una mini tournée nella mia amata isola di Malta! Il resto dell’anno prevede per il momento in agenda il festival di musica classica e lirica di Morges, in Svzzera; un recital alla Royal Academy di Londra, un altro appuntamento alla Carnegie Hall di New York, un recital al dipartimento di musica dell’università di Stanford, il festival di musica da camera Miratone di Budapest. E poi, sto lavorando ad un progetto speciale con il Maestro Carlo Donadio, della direzione artistica dell’Opera di Roma. Non posso ancora dire molto a riguardo ma il team Italiani.it sarà il primo a conoscere le novità!
Si è esibita a Malta al concerto La Trinità del Suono, presso l’Istituto Italiano di Cultura La Valletta. Cosa ha reso questo progetto speciale dal punto di vista musicale e umano?
Come dicevo nella mia prima risposta, non ho mai avuto un approccio tradizionale al canto lirico, ho sempre cercato piuttosto innovazione e spiritualità. Questo progetto, ideato dal mio amico e collega Marco Baragli, che oltre ad essere flautista è anche studioso simbolista, è davvero significativo. Il concerto si sviluppa tramite un percorso che si ispira alla filosofia di Gioacchino da Fiore, e si struttura nel concetto di Trinità. Questo concetto è enormemente importante perché va al di là di una specifica religione, in quanto scivola nella filosofia, nell’etica e nella spiritualità in generale. Vorrei anche dire che per me è stato molto speciale portare questo concerto a Malta, isola a cui sono molto affezionata, e in particolare all’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l’ambasciata Italiana… anche se il mio percorso di carriera mi ha portata all’estero fin da giovanissima, e anche se adesso vivo stabilmente in Svizzera, io sono sempre italiana nel cuore.

La Trinità del Suono unisce musica, storia e spiritualità. In che modo questi elementi dialogano con la sua sensibilità artistica e con il suo modo di interpretare il canto?
L’interpretazione è sempre stata la chiave del mio modo di lavorare. Per questo concerto, ho studiato a lungo per trovare la giusta chiave di lettura, che mi permettesse di interpretare i singoli brani nel loro significato ma anche in un quadro di lettura piu’ ampio, il percorso della Trinità e della Luce Gioachimita.
L’incontro con Laura Ansaldi ci regala l’immagine di un’artista capace di vivere il canto come espressione profonda e come strumento di connessione tra mondi artistici diversi. La sua partecipazione a La Trinità del Suono a La Valletta conferma come la musica possa essere ponte tra luoghi, storie e spiritualità, offrendo al pubblico non solo un concerto, ma un’esperienza condivisa.





