ADV HEADER
ADV HEADER

MED.E.A. University: intervista a David Vannozzi

David Vannozzi, CEO di MED.E.A. University, è alla guida di un progetto già ben avviato, che punta a ridisegnare il ruolo dell’istruzione nel Mediterraneo. Con un percorso che unisce innovazione, management e formazione, Vannozzi lavora per costruire un ponte tra università, impresa e territorio, con l’obiettivo di formare competenze concrete e globali. In questa intervista racconta la sua visione, le sfide del presente e del futuro, in un contesto sempre più connesso.

MED.E.A. a Malta, quindi in un contesto internazionale molto dinamico, qual è la visione che vi ha portati a raggiungere questo obiettivo?

MED.E.A. è stata posizionata fin dall’inizio sull’isola di Malta, perché Malta è considerata una piattaforma, un ponte, che unisce l’Europa al continente africano. Si sa che l’Africa è il continente del futuro, che spingerà lo sviluppo dei prossimi 100 anni e il posizionamento su Malta è stato pensato proprio per questo motivo. Inoltre, è un’isola che ha dentro di sé, una forte presenza di filamenti di DNA italiano. Per chi ci viene a vivere, si vede che è casa nostra, per cui è una postazione vicina all’Italia per aprire una finestra sul mondo.

Andando più nello specifico, quali sono gli elementi distintivi di MED.E.A. che la rendono una scelta interessante per gli studenti provenienti da diversi paesi?

Sono molti gli elementi distintivi.
Prima di tutto, avendo come target, non solo gli studenti dell’isola, ma quelli del mondo, noi abbiamo costruito un’università che nasce in internazionale. Non ci dobbiamo internazionalizzare perché nasciamo come università internazionale, fatta con programmi, con modalità erogative dei corsi di studio, con un approccio che nasce in internazionale prima di tutto.

Poi, siccome l’università del futuro sarà l’università digitale, la nostra università, benché sia autorizzata a erogare lezioni in presenza, in maniera ibrida e a distanza, attualmente ha puntato principalmente sui corsi a distanza, perché dovendo andare a sviluppare un settore innovativo, abbiamo pensato che questo sarebbe stato quello vincente. Quindi, un’università pensata per essere vissuta a distanza con dei servizi che vengono erogati in questa modalità. Questo abbattimento delle barriere, a fatto si che anche gli studenti che frequentano in presenza, per esempio, ora abbiamo un master in presenza in Calabria, trovano molto funzionale e molto facile utilizzare la piattaforma pensata per lo studio a distanza perché tutti i servizi sono resi semplici, fruibili 24 ore su 24, in grado di poter svolgere tutto quello di cui hai bisogno, senza muoverti e andare a chiedere, a telefonare.

Poi Malta è un Giano bifronte, un’isola che ha una doppia valenza, che può essere molto interessante per la formazione superiore, perché appartiene alla Comunità Europea, fa parte dell’Europa 27 che, è uno spazio aperto in tutti i settori, e anche nel mondo dell’università. È uno spazio aperto che mira a creare delle figure professionali che poi liberamente si muovono all’interno della comunità. Ma fa parte, anche del mondo dei paesi anglosassoni, del Commonwealth che è pensato un po’ con le stesse modalità, cioè un paese che fa parte di un gruppo di paesi dove si riconoscono le regole comuni e ci si scambia le esperienze.
Io non ho mai fatto il conto in quanti paesi i nostri titoli sono riconosciuti, ma lo sono in un numero altissimo, perché sono 27 europei e nei paesi del Commonwealth. Infatti, abbiamo tanti studenti che vengono dall’Europa e tanti studenti vengono dai paesi del Commonwealth.


Come vedi l’evoluzione dell’istruzione universitaria nei prossimi anni, e quale ruolo ambisce ad avere MED.E.A. in questo scenario?

Credo che l’istruzione universitaria andrà verso il modello ibrido, dove progressivamente si sceglierà sempre di più di puntare sul digitale e si toglierà questa barriera che, in alcuni paesi c’è, fra l’università digitale e l’università in presenza che è una barriera che oramai non serve più. È la tipologia del corso a determinare la necessità dello studio in presenza o a distanza. Per esempio, è logico che Medicina, che è un corso che noi ambiremo a far accreditare, è un corso che potrà essere erogato in parte a distanza, pensiamo agli esami classici di chimica, teorici, ma, necessita obbligatoriamente anche di una parte in presenza. La parte pratica, la parte che è più collegata al rapporto con i pazienti. Per cui il fatto di essere in presenza o a distanza non lo determina il tipo di università ma il tipo di studio.
Ricordiamoci inoltre che, soprattutto nei paesi dove c’è una forte presenza manifatturiera, come sapete l’Italia è la seconda potenza manifatturiera al mondo, il punto negativo è il fatto che il numero di laureati sul totale della forza lavoro è fra i più bassi. Perché la vita è fatta anche di occasioni e nel percorso di studi, il fatto di riuscire a trovare lavoro, porta alcuni studenti ad abbandonare gli studi. Ecco, questo è un problema che può essere risolto ricorrendo all’Università digitale.
In Italia per esempio le società che fanno parte del nostro gruppo, che sono telematiche, l’80% degli studenti è lavoratore. Sono studenti bravissimi, sono studenti che magari hanno fatto 10 o 12 esami di un’università tradizionale e che poi hanno iniziato a lavorare in grandi aziende, e questo gli ha impedito di completare gli studi. Infatti nelle nostre università digitali italiane circa il 90% degli studenti accede la sera, dopo le 19.00. Abbiamo delle punte di 500.000, 600.000 accessi a sera e questo vuol dire che ci sono tante persone, che sono disponibili a sacrificare il proprio tempo libero per completare un percorso di studi.

Se dovessi riassumere in poche frasi perché lo studente dovrebbe scegliere MED.E.A. oggi, cosa diresti?

Perché ottiene un titolo di studio che lo forma. Che lo forma in un contesto internazionale. Che lo forma in un contesto bilingue, anche trilingue che gli dà, al termine del percorso, un’esperienza e un titolo di studio che è spendibile e utilizzabile in oltre 100 paesi e che gli consente di venire a contatto con professori, compagni di corso, staff e quant’altro, multilingue e multipaese.
Infatti, nel nostro staff di docenti abbiamo un professore cinese, dei professori vengono dalla Georgia, una giordana, molti italiani, tedeschi, professori che vengono dal Taiwán, e professori che vengono l’Africa.

Quali sono le lingue?

Attualmente noi eroghiamo i corsi di studio in italiano e in inglese con alcuni corsi con il supporto dello spagnolo. Il corso nasce in italiano e inglese e ogni studente ha tutto il supporto tradotto, anche in spagnolo. Però l’idea e l’ambizione nostra è quella di allargare l’uso delle lingue che sono coinvolte nel processo di erogazione della formazione.

Qual è il rapporto tra MED.E.A. e la Società Dante Alighieri comitato di Malta?

È un rapporto strettissimo.
Abbiamo pensato che potevamo svolgere un progetto assieme visti l’unità di intenti che noi abbiamo e la vicinanza con gli obiettivi che la Società Dante Alighieri ha. Loro promuovono la libera cultura italiana nel mondo, noi promuoviamo l’informazione superiore anche italiana nel mondo.
Allora abbiamo deciso di unire le nostre forze per dare vita a una struttura, per beneficiare insieme di sinergie e per raggiungere insieme gli obiettivi che sono comuni.


MED.E.A. University Malta, è una realtà che guarda avanti, con l’ambizione di costruire un modello formativo più dinamico, aperto e connesso al mondo reale. Un’università che non si limita a trasmettere conoscenza, ma che punta a creare competenze, relazioni e opportunità concrete. In un contesto in continua evoluzione, realtà come questa, rappresentano un segnale chiaro: la formazione è uno dei motori più forti di sviluppo, innovazione e crescita nel Mediterraneo… e non solo.

Alrticoli correlati

ADV BODY BOTTOM
Torna in alto