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Irene e Roberto guide turistiche: intervista a Roberto Hopps

Irene e Roberto sono guide turistiche professionali a Malta. Dopo un lungo percorso di formazione e anni di esperienza sul territorio, hanno trasformato la passione per la storia, l’arte e il paesaggio maltese in una professione costruita con competenza e dedizione. Pur condividendo lo stesso progetto, hanno sviluppato specializzazioni diverse. Abbiamo intervistato Roberto, che ci racconta la sua esperienza, la scelta di vivere a Malta e il valore di un lavoro che unisce preparazione, passione e relazione con il pubblico.

Roberto, tu hai lasciato l’Italia per trasferirti a Malta: cosa ti ha spinto a fare questo cambiamento e come sono stati i tuoi primi mesi sull’isola?

Io in Italia facevo l’imprenditore: avevo una società che faceva la rassegna stampa delle gare d’appalto emesse dagli enti pubblici. Il mio compito era quello di trovare tutti gli appalti in Italia e in Europa emessi da qualunque struttura pubblica. Una volta trovate queste informazioni venivano catalogate a seconda dell’oggetto di gara richiesto in modo da dare le informazioni corrette alle imprese. Ad esempio se una azienda produceva tavoli per ufficio io gli davo tutte le informazioni di tutti gli Enti Pubblici che quel giorno cercavano i tavoli per ufficio. E così via per ogni settore merceologico esistente. Per venti anni sono stato il trait d’union tra pubblico e privato per il mercato Italia. A questo si aggiungeva la partecipazione come relatore a varie conferenze, mediamente tre o quattro all’anno, sulle procedure per partecipare alle gare d’appalto dove parlavo sul tema della variazione della spesa pubblica aggregata. Un lavoro terribilmente stressante.
Dodici anni fa ci è capitata l’occasione di vendere la nostra attività ed io, con mia mamma e mia sorella, abbiamo subito pensato di lasciare la pianura padana per andare a vivere in un posto caldo e al mare. Quasi per caso è arrivata Malta nella nostra vita. I primi tempi non sono stati facili: io avevo scoperto che avevo totalmente dimenticato il mio inglese e reimparare una lingua non è stato banale. Dopo il primo periodo a Malta mi sono trasferito a Gozo dove ho vissuto per sette anni senza lavorare.

Quando hai deciso di diventare guida turistica e cosa ti appassiona di più nel raccontare Malta ai visitatori italiani?

Vivere senza fare nulla dopo un po’ diventa terribilmente noioso e così decisi di seguire la passione che ho sempre avuto per la storia iscrivendomi all’università per fare il corso di storia medioevale. Ma il destino aveva in serbo per me un’altra idea. Proprio in quel periodo avevo conosciuto quella che poi sarebbe diventata la mia più cara amica e poi la mia socia, Irene Zorzi, ed insieme abbiamo deciso di fare il corso per diventare guide turistiche. Li mi sono appassionato alla storia locale ed adesso… eccomi qua! Fare la guida è diverso dall’insegnare: è sicuramente più divertente, non c’è (solo) la fase nozionistica ma bisogna sapere intrattenere gli ospiti. Per fortuna la storia di Malta è stratificata nei secoli e piena di aneddoti che certo non si fa fatica.


Quale itinerario ti coinvolge maggiormente dal punto di vista professionale e cosa lo rende speciale per te?

Di itinerari coinvolgenti ne vorrei citare due per i motivi opposti: uno è l’itinerario che tutti si aspettano: Valletta, l’unica città al mondo costruita da un
ordine religioso. Ci sono talmente tante cose da fare scoprire e da raccontare che non basta un giorno intero. E l’altro è l’itinerario che pochi conoscono: i templi
megalitici. L’alba della storia dell’umanità ha avuto uno dei suoi centri proprio qui a Malta. Qua ci sono i templi più antichi della storia umana e pochi lo sanno! Vederli regala emozioni e stupore. E vederli con una guida te li fa capire.

Qual è l’esperienza o l’aneddoto più significativo che ti è capitato di vivere durante una visita guidata?

Di aneddoti ce ne sono tanti. Sicuramente all’inizio di questa attività la mia immaginazione non era sufficiente a pensare a tutte le casistiche e le domande
che le guide devono affrontare. Molti restano stupiti quando spiego che Malta è una nazione indipendente. Altri chiedono che moneta si usa qua. Una volta un gruppo di ragazzi ha lasciato un loro amico ubriaco in un bar di Paceville di notte ed al mattino siamo andati a cercarlo prima di avvisare la polizia!! Può anche capitare, per fortuna molto raramente, che qualcuno possa inciampare o farsi male. Una volta un gruppo di 50 persone è arrivato nel loro albergo e mezz’ora dopo mi chiama la loro accompagnatrice chiedendomi di trovare a tutto il gruppo un altro albergo perché quello prenotato non gli piaceva…. Insomma è sempre un’avventura (e l’albergo glielo trovai)!

Come è cambiato negli anni il modo di fare la guida turistica a Malta e quali sono oggi le richieste più frequenti da parte dei viaggiatori italiani?

Il turismo cambia in modo repentino anno per anno. Quattro anni fa c’erano molte comitive di pellegrini poi quasi scomparsi.
Tre anni fa ho lavorato quasi esclusivamente per privati che volevano una guida solo per loro. Questi sono giri VIP dove una coppia o due si dividono il costo della visita guidata. Poi il mercato oggi va verso gruppi organizzati con una età media che tende ad alzarsi. Insomma anche qua ogni stagione turistica porta un
cambiamento. Ma, qualunque sia il cambiamento annuale, tutti, ma proprio tutti, chiedono sempre quale sia il ristorante migliore. Questo nel tempo non cambia
mai! Però le risposte possono cambiare. E, per fortuna di noi residenti, a Malta ci sono sempre più ristoranti dove si mangia bene. Se vi ricordate dieci o dodici anni fa non era per niente scontato mangiare bene.


Per informazioni:
Telefono: solo Messaggi Whatsapp – +356 9970 8540
Email:[email protected] / Roberto.hopps@alphadiallo

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