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Il Giubileo Francescano

Lo scorso 10 gennaio, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi in Porziuncola, si è svolto il solenne rito di apertura dell’ VIII Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi Il “transito” è la celebrazione liturgica che commemora la morte del Santo, ossia il passaggio dalla vita terrena alla vita eterna, avvenuto nella notte tra il 3 ed il 4 Ottobre 1226, presso la Porziuncola di Assisi. 


Durante la celebrazione è stata annunciata la promulgazione del Decreto della Penitenzieria Apostolica, che istituisce uno speciale Anno Giubilare, in occasione della commemorazione dell’ VIII centenario del transito del SantoSi tratta di un evento epocale, che attesta la profonda devozione per il  Santo  più amato dagli italiani. 

San Francesco è stato infatti proclamato patrono d’Italia, insieme  a Santa Caterina da Siena, il 18 giugno 1939 da Papa Pio XII  proprio per la devozione popolare che ne alimentava il culto e perchè rappresentava un simbolo di identità nazionale.

Sua Santità Papa Leone XIV  ha stabilito che , dal 10 gennaio 2026, in concomitanza con la chiusura del Giubileo Ordinario, fino al 10 gennaio 2027, sia indetto uno speciale Anno Giubilare dedicato a San Francesco, in cui tutti fedeli della Chiesa cattolica sono chiamati essi stessi a divenire modello di santità e testimoni di pace. I fedeli potranno ottenere l’indulgenza plenaria, visitando, in forma di pellegrinaggio, Chiese, Conventi e Santuari francescani, ubicati in qualunque parte del mondo, a condizione che chiedano la remissione dei peccati, attraverso la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre. Gli anziani ed i malati, impossibilitati a recarsi in pellegrinaggio, per gravi motivi, potranno ugualmente beneficiare dell’indulgenza plenaria, unendosi spiritualmente alla preghiera.  

 Chiesa di Santa Maria del Gesù a Valletta

Tra  le Chiese Francescane di Malta, ove i fedeli potranno recarsi in pellegrinaggio spirituale, un posto di onore va riservato  alla Chiesa di Santa Maria del Gesù, a Valletta, più nota come “ Ta Giezu’ ”. 

Questa splendida Chiesa barocca, recentemente restaurata, si trova all’incrocio  tra le vie St. John e St. Ursula. Venne progettata da Girolamo Cassar  ed edificata nel 1575, insieme all’annesso convento, su un terreno donato ai Frati Minori dal Gran Maestro Pietro del Monte. La Chiesa è divisa in 3 navate, con pareti riccamente decorate, varie cappelle laterali e 13 altari. Al suo interno è possibile trovare tesori artistici di rilievo, tra cui spicca il Crocifisso Miracoloso (Il-Kurcifiss Mirakoluz), un crocifisso ligneo  realizzato, nella seconda metà del secolo XVII, da Frate Innocenzo da Petralia, noto anche come “Frate Umile”, un artista siciliano, originario di un piccolo villaggio nelle Madonie.  Quest’opera, realizzata con diversi tipi di legno, tra cui pioppo, larice e tiglio, ed altri materiali quali pergamena e resina policroma, è sempre stata oggetto di devozione e grande venerazione da parte della popolazione maltese. La sua espressione intensa, con lo sguardo rivolto verso il basso, sofferente ma pieno di pace, e la ricchezza di dettagli del corpo martoriato dalla Passione, riesce a trasmettere, a chi lo osserva, una condivisione emotiva unica. Un’ Arciconfraternita dedicata al Santo Crocifisso venne istituita nel 1646 ed è  tuttora responsabile della cura del Crocifisso e la tutela del suo culto.


Nell’edicola esterna è custodito un toccante dipinto raffigurante “ Nostra Signora dei dolori”, di Stefano Erardi.


L’attività di accoglienza dei Frati francescani della Chiesa di Santa Maria del Gesù incarna profondamente il senso di fraternità evangelica, principio cardine della missione di San Francesco d’Assisi. Il Capitolo intermedio della provincia di San Paolo, a Malta,  ha  avviato, nel 2023, un cammino di collaborazione missionaria con l’India, il Pakistan e le Filippine, per dare un segno di accoglienza alle nuove comunità di migranti provenienti da questi Stati. Per la prima volta, a Natale del 2025, quattro comunità, quella maltese, indiana, pakistana e filippina hanno celebrato insieme la nascita del Signore nella Chiesa di Valletta. Durante la notte di Natale, a partire dalle 18, si sono susseguite 4 celebrazioni, in lingua diversa, per poi condividere tutti insieme un momento di convivialità e fraternità nell’adiacente Convento. 

A partire da febbraio 2026, saranno celebrate settimanalmente messe nelle quattro lingue suindicate, sotto la guida di Padri spirituali giunti appositamente a Valletta, per  sostenere pastoralmente le comunità di migranti trasferitesi a Malta.   

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