Un pittore all’epoca di successo, il tedesco-danese Charles Frederick de Brocktorff ( c. 1775/1785 – 1850), con studio a Malta nell’Ottocento, era rimasto affascinato dai siti archeologici dell’arcipelago, che aveva scelto tra i soggetti privilegiati dei suoi acquarelli. Lo aveva particolarmente colpito il Cerchio di pietre di Xaghra a Gozo che riprodusse accuratamente nel 1825 in alcune sue opere conservate nella biblioteca nazionale di Valletta. Non poteva sapere che col passare degli anni i suoi acquarelli di Xaghra sarebbero diventati particolarmente importanti e significativi perché raffigurano accuratamente il sito archeologico prima che fosse in parte manomesso negli anni Trenta dell’Ottocento. Le sue opere ci raccontano, seppur solo visivamente, la storia di questo antichissimo ipogeo, noto come Cerchio di pietre di Xaghra ma anche come Cerchio di Brocktorff .

Xaghra stone circle acquarello Brocktorff
Gli scavi di Xaghra in un acquarello di Brocktorff


Il Xaghra Stone Circle, nell’isola di Gozo, è un luogo di sepoltura, come tanti se ne trovano nell’arcipelago maltese, testimonianze di un passato importante di epoca preistorica e di cui esistono straordinari resti sui quali gli archeologi continuano ad interrogarsi. Perché proprio nell’arcipelago maltese si insediò una civiltà così importante in quel lontano passato? Una domanda a cui è ancora difficile rispondere.

Vicino ai templi di Ggantija, una serie di grotte e cavità naturali ad uso funerario

Il Xaghra Circle si trova poco lontano da Ggantija, a circa 400 metri dai grandi templi. “Il complesso si era gradualmente sviluppato a partire da una specie di tomba sotterranea a due camere costruita nella fase di Zebbug (4100-3800 a.C. circa)”, come riporta larcheologo Massimo Vidale in una pubblicazione sulla rivista Archeo (A.M. Steiner, M. Vidale, Nelle isole dei Templi Giganti, luglio 2014). “Gli scavi hanno accertato che tra il 3000 e il 2400 a.C., nelle fasi tarde di vita dei templi di Ggantija, il circolo era stato usato per inumare centinaia di persone, per lo piú deposte in grotte e cavità naturali, parzialmente modificate per facilitarne l’accesso e l’uso funerario”.

Xaghra Circle, un luogo di sepoltura ricco di reperti tra i più belli mai rinvenuti nell’arcipelago

Durante gli scavi sono emerse 220 mila ossa umane appartenenti a 400-800 persone diverse. Accanto ai resti di queste persone, oggetti quali vasetti contenenti cosmetici, spilloni, perline. “Le ceramiche erano finemente decorate, e le figurine (umane e animali) plasmate in dettaglio e ben lucidate. Sono tra i prodotti piú belli dell’arte preistorica maltese. Molti esemplari erano stati dipinti in rosso, giallo e nero.” Ma sono stati trovati anche frammenti di grandi statue. “Una era alta piú di un metro; rappresentava un personaggio con una gonna ampia ed elaborata, e le braccia strette al petto. La statua era stata intenzionalmente infranta, e i suoi pezzi posizionati intorno a sepolture accompagnate da figurine e collane”.

Xaghra statuette
Figurine rinvenute durante gli scavi degli anni Novanta (Ph credit: Hamelin de Guettelet)

I reperti rinvenuti a Xaghra sono ritenuti davvero straordinari. Fra questi, nei primi anni Novanta del secolo scorso furono trovate “Piccole erme”, statuette di pietra grandi tra i 15 e i 18 centimetri, molto stilizzate. “L’impressione è che appartenessero a piccoli manichini o addirittura a «burattini sacri» manipolati ed esibiti nel corso delle cerimonie funebri”. Nello stesso periodo è stata ritrovata anche una scultura curiosa raffigurante due donne obese, una delle quali tiene in grembo una figura più piccola. Questo reperto è stato annoverato, spiega il professor Massimo Vidale, tra i capolavori dell’arte preistorica maltese e non solo.

I primi scavi di inizio Ottocento e gli acquarelli di Brocktorff

La scoperta del sito archeologico di Xaghra risale a fine Settecento, gli scavi sono degli anni Venti dell’Ottocento, epoca in cui fece i suoi acquarelli Charles Frederick de Brocktorff. In quel periodo però non c’era stata particolare attenzione per la tutela dell’area archeologica e dei numerosissimi e altrettanto preziosi resti. Proprio anche sulla base degli acquarelli di Brocktorff, lo studioso gozitano Joe Attard Tabone riscoprì il sito nel 1964. Si occuparono degli scavi l’Università di Malta, il Dipartimento Maltese dei Musei e l’Università di Cambridge tra il 1987 e il 1994. I principali reperti rinvenuti in questa straordinaria area archeologica, considerata uno dei siti più importanti di Malta, è conservata nel Museo Archeologico di Gozo.

(credit foto in evidenza: Hamelin de Guettelet, CC BY-SA 3.0)

I resti di Xaghra, tra i capolavori dell’arte preistorica maltese ultima modifica: 2021-07-17T09:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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