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Isla apre al pubblico il suo rifugio bellico

Domenica 25 ottobre 2026, una parte dello storico rifugio bellico antiaereo dell’Isla, conosciuta anche con il nome maltese di Senglea, sarà aperta al pubblico in occasione della prima edizione di Ħsejjes tax-Xelter. Un’iniziativa che intende far rivivere uno dei periodi più difficili della storia di Malta attraverso ricostruzioni storiche, testimonianze personali ed esperienze interattive. L’evento rappresenta un’opportunità per scoprire da vicino un luogo legato alla memoria collettiva della comunità. Comprendere come la popolazione civile affrontò i bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale.

Un rifugio scavato nella roccia per sfuggire alle bombe

Quando l’Italia entrò in guerra, il 10 giugno 1940, Malta si trovò in prima linea nel conflitto a causa della sua posizione strategica nel Mediterraneo e della presenza di importanti installazioni militari e portuali. Il giorno successivo iniziarono i bombardamenti italiani sull’isola, seguiti dalle incursioni delle forze dell’Asse. Le zone attorno al Grand Harbour, dove si trova Isla, furono particolarmente esposte agli attacchi. Per proteggere la popolazione, vennero scavati numerosi rifugi sotterranei direttamente nella roccia calcarea, caratteristica del territorio maltese. Il lavoro richiedeva tempo e fatica, ma questi spazi divennero indispensabili per la sopravvivenza di migliaia di civili.

Un dato significativo aiuta a comprendere la portata di questo sforzo. Nel giugno 1941, a Malta risultavano già completati 473 rifugi pubblici, mentre altri 382 erano ancora in costruzione. I rifugi non erano semplicemente luoghi in cui trovare riparo durante un allarme. Quando i bombardamenti diventavano incessanti, intere famiglie vi trascorrevano gran parte delle giornate e delle notti. Si dormiva, si mangiava e si cercava di mantenere una parvenza di normalità in ambienti sotterranei spesso affollati, bui e difficili da vivere. Alcuni rifugi disponevano persino di spazi destinati alle nascite. 

Le storie dei residenti al centro dell’iniziativa

È proprio questa dimensione umana che Ħsejjes tax-Xelter vuole riportare alla luce. Durante l’evento, le ricostruzioni storiche mostreranno alcuni aspetti della vita quotidiana durante la guerra. I racconti e le interviste ai residenti di Senglea permetteranno di ascoltare ricordi ed esperienze legati alla permanenza nei rifugi. L’iniziativa sarà arricchita anche dall’utilizzo della realtà virtuale (VR), attraverso la quale i visitatori potranno vedere filmati girati all’interno del rifugio e conoscere il sito da una prospettiva diversa. L’obiettivo è rendere la storia più accessibile, coinvolgendo anche le nuove generazioni e mantenendo vivo il legame tra il patrimonio storico e la comunità. 

La presentazione del progetto è avvenuta alla presenza della ministra per il Governo locale e i Lavori pubblici, Alison Zerafa Civelli, del sindaco di Isla, Clive Pulis, e della direttrice per la Strategia e l’attuazione del Governo locale, Marisa Pisani. La ministra ha sottolineato come iniziative di questo tipo dimostrino che gli investimenti del Governo locale possono tradursi in benefici concreti. Contribuendo alla tutela del patrimonio storico e culturale. Il sindaco ha ringraziato il ministero per il sostegno e i finanziamenti che hanno reso possibile l’apertura al pubblico.

Con Ħsejjes tax-Xelter, Isla compie così un passo importante nella valorizzazione della propria memoria storica. Visitare il rifugio bellico significa avvicinarsi non soltanto agli eventi della guerra, ma anche alle paure, alla solidarietà e alla capacità di resistenza di una comunità che cercò protezione sottoterra mentre il mondo in superficie era sconvolto dal conflitto.


Immagine di copertina generata con IA

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