Domenica 30 agosto Malta si accende cinque volte insieme. Safi, Għargħur, Għajnsielem, Marsa e St Julian’s festeggiano lo stesso giorno i rispettivi patroni, tra bande musicali, statue portate in processione e cieli pieni di fuochi d’artificio. Un weekend che riassume bene cosa significhi vivere l’estate a Malta.
Cinque paesi, cinque santi
A Safi si celebra la Conversione di San Paolo, episodio legato al naufragio dell’apostolo sulle coste maltesi. A Għargħur tocca a San Bartolomeo, con i festeggiamenti che partono già sabato 29 per culminare la domenica. A Marsa è la volta di Maria Regina, mentre St Julian’s, la zona più mondana e affollata dell’isola, onora il suo santo omonimo, San Giuliano. A Għajnsielem, sull’isola di Gozo, la festa è dedicata alla Madonna di Loreto: qui i festeggiamenti sono partiti già il 27 agosto e culminano proprio domenica, con un programma di quattro giorni tra marce bandistiche, l’innalzamento solenne della statua in piazza e uno spettacolo pirotecnico audiovisivo chiamato “Notte di Colori”, sincronizzato con musica ed effetti di luce.
Una tradizione che viene dai Cavalieri di Malta
Dietro l’apparente semplicità di questi festeggiamenti c’è una storia lunga secoli. I fuochi d’artificio maltesi affondano le radici nel Cinquecento, quando l’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni ne incoraggiò l’uso per le celebrazioni religiose. Da allora è nato un detto ancora molto sentito sull’isola: “non c’è festa senza fuochi d’artificio”. Ogni villaggio ha la sua piccola fabbrica pirotecnica, spesso gestita da volontari che si tramandano il mestiere di generazione in generazione. Molti dei gusci colorati sparati in cielo sono decorati a mano con simboli o immagini dei santi patroni, un dettaglio che pochi visitatori notano. L’attività è regolamentata per legge dal 1904, segno di quanto sia radicata e, allo stesso tempo, quanto vada maneggiata con cura.
I każin, cuore sociale della festa
Al centro di ogni festa c’è il każin, il circolo bandistico del paese: non un semplice locale, ma un vero centro sociale che organizza processioni, marce e spettacoli per mesi. In molti villaggi esistono due każin rivali, ciascuno con la propria banda e i propri fuochi, in una competizione amichevole che accende ulteriormente l’entusiasmo popolare. Le strade si riempiono di pavaljuni, i drappi decorativi appesi da una facciata all’altra, mentre tra le bancarelle non manca mai il qubbajt, il croccante tipico distribuito durante le feste estive.
Un’atmosfera da non perdere
Chi si trova a Malta o Gozo il 30 agosto ha quindi l’imbarazzo della scelta: dal centro storico di Għargħur alla movida di St Julian’s, passando per l’atmosfera più intima di Safi e Marsa, fino allo spettacolo pirotecnico di Għajnsielem. Ogni paese vive la propria festa come un momento identitario, capace di mescolare fede, musica e comunità in un’unica grande notte di luci sul Mediterraneo.





