Il Sette Giugno, è una delle cinque feste nazionali maltesi. Eppure, fino a pochi decenni fa, in Italia quasi nessuno ne aveva sentito parlare. La storia comincia nel 1919. Malta è ancora colonia britannica e ha appena attraversato la Prima guerra mondiale come uno dei principali ospedali militari del Mediterraneo: l’isola era soprannominata “l’infermiera della flotta” per via dei migliaia di feriti curati nelle sue strutture. Finita la guerra, però, la riconoscenza si è trasformata in fame. Il prezzo del pane è triplicato in pochi mesi, mentre i salari sono rimasti fermi. Alcuni commercianti dell’isola, accusati di accaparrare grano, si arricchiscono. Le famiglie operaie non riescono più a portare la cena in tavola. A questa rabbia economica si somma una rivendicazione politica. Studenti universitari e intellettuali chiedono al governo di Londra l’autogoverno e la difesa della lingua italiana, che gli inglesi stanno cercando di sostituire con l’inglese nelle scuole e nei tribunali.

Il 7 giugno, mentre l’Assemblea Nazionale si riunisce per discutere queste richieste, migliaia di persone scendono in piazza. Qualcuno, a un certo punto, prova a issare la bandiera italiana sopra una sede istituzionale: il gesto fa infuriare le autorità. I manifestanti assaltano gli uffici del Daily Malta Chronicle, quotidiano filo-inglese, e le residenze di alcuni mercanti accusati di speculazione. Il governatore chiama l’esercito. I soldati del South Lancashire Regiment aprono il fuoco. Quattro maltesi muoiono sul colpo: Manwel Attard, Ġużè Bajada, Lorenzo Dyer e Karmnu Abela. Altri due, feriti, moriranno nei giorni successivi. Uno di loro, secondo le testimonianze raccolte poi, non era nemmeno tra i manifestanti: stava tornando a casa dal lavoro.
Le conseguenze arrivano in fretta. Due anni dopo, nel 1921, Londra concede a Malta la sua prima Costituzione e una forma di autogoverno sugli affari interni. È la prima volta che i maltesi possono amministrare almeno una parte del proprio destino. Eppure la ricorrenza rimase per decenni non ufficiale. Solo nel 1986 fu eretto a La Valletta il monumento dello scultore Anton Agius, quattro figure di bronzo che si sorreggono a vicenda. E soltanto nel 1989 il governo proclamò il Sette Giugno festa nazionale.
Questa ricorrenza è molto importante per Malta. Da quella giornata partì un secolo di conquiste maltesi, la prima Costituzione nel 1921, con il diritto di amministrare gli affari interni dell’isola; l’indipendenza dall’Impero britannico nel 1964; la proclamazione della Repubblica nel 1974; la chiusura delle ultime basi militari straniere nel 1979, ricordata ancora oggi come Jum il-Ħelsien, il Giorno della Libertà; e infine, nel 2004, l’ingresso a pieno titolo nell’Unione Europea. Tutto cominciò davanti agli uffici di un giornale e a un sacco di grano, in una piazza di Valletta, con sei nomi che oggi sono incisi nel bronzo.





