Mdina, l’antica capitale di Malta, è uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’isola, una tappa imprescindibile per chi desidera immergersi nell’eredità culturale e architettonica di Malta. Questa cittadina, adagiata su un suggestivo altopiano che domina la campagna circostante, è circondata da imponenti bastioni che testimoniano secoli di difesa e conquista. La sua storia affonda le radici in tempi antichissimi, considerando la sua posizione strategica fin dall’epoca preistorica.

Il primo insediamento di rilievo si ritiene risalga all’VIII secolo a.C., quando i Fenici fondarono una colonia chiamata “NN”, nome attribuito pure all’isola, il quale divenne uno dei centri più importanti dell’arcipelago, funzionando come una sorta di capitale rispetto agli altri insediamenti fenici. Dopo di loro, l’area passò sotto il controllo romano, con la città che assunse il nome di Melita, legato alla produzione di miele, prodotto esportato a Roma per molti secoli. Durante il periodo romano, Mdina si estendeva notevolmente, come testimoniano i resti di una villa romana ancora visibile al di fuori delle mura.
Con il declino dell’Impero Romano e l’arrivo dei Bizantini, Mdina si ridimensionò, mantenendo però le sue dimensioni odierne e questo periodo coincise con la diffusione del Cristianesimo in tutto l’arcipelago. Tra il X e XI secolo, gli Arabi occuparono l’isola, portando innovazioni agricole come gli agrumi, il cotone, il sistema di coltivazioni a terrazza e l’irrigazione a ruota. La loro presenza è attestata da frammenti ceramici e testi medievali, e la città, nota come “la città vecchia”/Mdina, arrivo’ ad includere anche Rabat, il “sobborgo” al di fuori delle mura.

Nel 1091, Ruggero d’Altavilla sconfisse gli Arabi, imponendo un tributo e rafforzando il controllo sulla regione. Fu il figlio Ruggero II, primo re di Sicilia, a stabilire un governo più stabile sull’isola, proteggendo le comunità locali dai pirati e consolidando il legame con la nobiltà europea. Mdina divenne ufficialmente capitale dell’isola, ruolo che mantenne fino al 1530, quando i Cavalieri di San Giovanni arrivarono e la scelsero come loro prima sede. La consegna delle chiavi al Gran Maestro Philippe Villiers de L’Isle-Adam fu un momento simbolico, anche se la città perse il suo statuto di capitale a favore di Birgu.
Nel corso dei secoli, Mdina fu rinforzata e restaurata secondo criteri diversi: nel 1540 si iniziarono lavori di potenziamento delle mura, fondamentali per resistere agli assedi degli Ottomani, che nel 1551 e nel 1565 tentarono di conquistare l’isola. La resistenza durante il grande assedio del 1565 e le sortite della cavalleria dell’Ordine contribuirono a rafforzare il suo ruolo strategico. La minaccia turca portò anche alla riorganizzazione militare della città, con l’aggiunta di bastioni come quello di Despuig, completato nel 1746.

Dopo un devastante terremoto nel 1693, Mdina fu oggetto di restauri che ne recuperarono il patrimonio architettonico, tra cui la splendida Cattedrale di San Paolo, restaurata in stile Barocco da Lorenzo Gafa’. Nel XVIII secolo, sotto il governo di Antonio Manoel de Vilhena, la città vide un rinnovamento più radicale. L’architetto Charles François de Mondion introdusse il Barocco francese, modernizzando le fortificazioni, l’ingresso principale e curando la costruzione di alcuni edifici come il Palazzo Vilhena, che sostituì strutture più antiche, e la Banca Giuratale, sede del consiglio cittadino e delle corti di giustizia, oggi parte dell’Archivio Nazionale. Palazzo Falson, uno degli edifici nobiliari più emblematici, testimonia il ruolo centrale della nobiltà locale nella gestione delle istituzioni.
Risalente al XIII secolo, fu ampliato e modificato nel corso tempo arrivando ad ospitare una piccola sinagoga per la locale comunita’ ebraica. Oggi, grazie ai restauri voluti dal Capitano Olof Frederick Gollcher, apre le sue porte ai visitatori, custodendo collezioni di grande valore. La cinta muraria e il Bastione Despuig completano il quadro delle fortificazioni rinforzate nel Settecento. Durante il breve passaggio francese, Mdina capitolò alla guarnigione inviata. La ribellione locale portò, però, all’uccisione di tutti i 65 soldati francesi, segnando la vittoria della comunita’ locale contro gli invasori. Tra il 1883 e il 1931, Mdina fu collegata a Valletta tramite ferrovia. È un servizio che oggi non esiste più, ma che rappresenta un ricordo del suo passato di centro strategico.

Oggi, la città conta circa 84 residenti permanenti, che godono del privilegio di entrare con l’auto, un’esclusiva riservata a loro. Tra le nobili famiglie di Malta che ancora possiedono residenze imponenti nella “città silenziosa”, si ricordano il Marchese di Testaferrata e il Conte Peter Joseph Sant Manduca, quest’ultimo anche sindaco della cittadina. Visitare Mdina significa attraversare un vero e proprio museo a cielo aperto, dove le residenze nobiliari, i palazzi storici e le mura antiche raccontano secoli di storia e di arte. Dal Belvedere alla fine del corso principale, si apre uno spettacolare panorama sulla valle sottostante e, in lontananza, la costa e le acque turchesi del Mediterraneo. Un luogo magico, dove il passato si intreccia con il presente, rendendo Mdina una meta imprescindibile per chi desidera conoscere e vivere l’eredità storica di Malta.
Foto di Martin Ullreich





