La Sacra Infermeria è uno degli edifici sanitari più sorprendenti della storia europea. Costruita nel 1574 a Valletta dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni — i futuri Cavalieri di Malta — fu per quasi due secoli il più moderno ospedale del continente. Il suo cuore era una corsia lunga circa 155 metri, una sala unica e luminosa capace di ospitare in fila più di cinquecento pazienti contemporaneamente. Per capire quanto fosse rivoluzionaria, basta immaginare l’Europa del Cinquecento: gli ospedali erano luoghi affollati e sporchi, dove più malati condividevano lo stesso letto e dove la cura spirituale contava più di quella medica. La Sacra Infermeria, invece, garantiva a ogni ammalato un letto singolo, un materasso pulito e una dieta calibrata sulla sua patologia. I Cavalieri, che fin dalla fondazione dell’Ordine in Terra Santa avevano fatto della cura dei pellegrini la loro missione, applicavano qui un principio insolito: i pazienti erano chiamati “Signori Malati” e venivano serviti in piatti d’argento.

La scelta del metallo prezioso non era un capriccio aristocratico. I Cavalieri sostenevano che l’argento favorisse la guarigione e impedisse il diffondersi delle malattie; oggi sappiamo che l’argento ha effettivamente proprietà antibatteriche, anche se naturalmente loro non potevano spiegarne il meccanismo. Il vasellame era così abbondante che, durante l’occupazione napoleonica del 1798, l’esercito francese requisì tonnellate di argenteria direttamente dall’ospedale. L’aspetto forse più moderno della Sacra Infermeria era però l’apertura a chiunque. La porta era aperta a cristiani, ebrei e musulmani; venivano accolti pellegrini, marinai, soldati feriti e perfino schiavi turchi catturati in mare. In un’epoca di guerre di religione e di scomuniche, era un’eccezione clamorosa. I medici dell’Infermeria — molti formati a Padova, Salerno e Montpellier — eseguivano operazioni di cataratta, amputazioni, litotomie (la rimozione dei calcoli vescicali) e persino interventi pionieristici di chirurgia plastica per riparare i volti sfigurati in battaglia.

Anche l’organizzazione era avanzata. I Cavalieri stessi, a turno, prestavano servizio come infermieri, indipendentemente dal loro rango: il Gran Maestro in persona compiva il giro delle corsie il giovedì santo. Esisteva una farmacia interna ben fornita, una scuola di anatomia con cadaveri per gli studenti — pratica ancora rara in Europa — e regolamenti scritti che imponevano la pulizia quotidiana dei pavimenti, delle lenzuola e dei vasi da notte. Nel Seicento la Sacra Infermeria attirava studenti di medicina da tutta Europa, e il suo prestigio era paragonato a quello degli ospedali di Parigi e Milano. L’edificio, rimasto in piedi nonostante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, esiste ancora oggi a Valletta, trasformato nel Mediterranean Conference Centre. La corsia lunghissima, restaurata, è una delle sale storiche più belle di Malta.





