È arrivata l’estate! Rendiamo le nostre serate più piacevoli sorseggiando un bicchiere di vino, ma che sia il migliore!

Vino di classe

Nel 2019 il New York Times ha individuato i dodici vini migliori dell’anno. Una lunga recensione nella quale si sottolinea come, oltre a parametri oggettivi, intervengano gusti personali. Quelli che passano prima attraverso l’olfatto, in odori e profumi. E che poi impattano sul palato, restituendo alla bocca il risultato della degustazione. Ma quali sono questi vini e da dove arrivano?Ricorrono nella lista stilata da Eric Asimov diversi nomi. Il Das Sakrileg, vino dal nome curioso traducibile con “il sacrilegio” e proveniente dal sud della Danimarca. Il Nebbiolo di Luke Lambert, vitigno italiano a uva rossa coltivato in questo caso in Australia.

Calici di vino durante il pasto

Il Monte Real Gran Reserva di Bodegas Riojanas le cui uve erano, un tempo, pestate con i piedi. La Familia Torres Costers del Segre Pirene 2018, vigneto ai piedi dei Pirenei dal sapore vivace e fresco. Con il Xisto Cru Branco ci si sposta invece in Portogallo. Dal gusto salino e minerale, pare richieda più d un sorso per essere capito. Il Loups-Garoux 2016 è invece statunitense. Uva ibrida dai sapori ferrosi. Ma al culmine di questa classifica svetta il Cabernet Sauvignon Martha’s Vineyard 1985. Vino di vecchia scuola, realizzato con tecniche anni ’80, è equilibrato e completo. Particolari i suoi aromi di erbe alla menta.

Vini italiani e i francesi

Tra i vini più apprezzati ci sono gli italiani e i francesi. Come il Chianti Classico 2016, con sapori di ciliegia amara e sentori di terra. È formato al 90% da Sangiovese. Il Fonte Canale, abruzzese d’origine, la cui uva bianca nasce su terreni calcarei portando con sé sapori salati e minerali. Ci sono poi bottiglie che lasciano il segno. Come il De Conciliis Paestum Aglianico Naima 2010. Un’uva rossa che risente del terreno vulcanico su cui è coltivata. I tannini che la caratterizzano conferiscono al vino sapori profondi. Sul versante Francia, lo Château Climens 2005 di Barsac, presenta aromi di arancia e panna.

Vino rosso in calice con bottiglia

Mentre in Borgogna troviamo il Savigny-les-Beaune Les Fournaux del 2007. Un vino particolare che per essere apprezzato necessita di tempo. Nel corso di un’ora il delicato aroma acquisisce sapori intensi e complessi. Bianco o rosso, scegliamolo buono. Dare soddisfazione al palato per trascorrere piacevoli momenti.

Momenti conviviali

Godere di un buon calice di vino aiuta a creare un’atmosfera conviviale. Del resto la tavola, con cibo e bevande, costituisce un momento sociale. Un valore simbolico che esiste da secoli e di cui ci racconta anche l’arte. L’Ultima Cena ne è esempio calzante; Insieme al forte significato religioso l’opera di Leonardo racchiude il senso del convivio. Trovarsi, insieme, a sorseggiare del vino, può essere un’ottima “scusa” per trascorrere del tempo insieme. E allora, in alto i calici!

I migliori vini secondo il New York Times. Bianco, rosso o rosato? ultima modifica: 2020-05-30T09:00:00+02:00 da Sabrina Cernuschi

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