Buongiorno amici di itMalta. Oggi mi trovo all’Università di Malta presso il dipartimento di storia dell’arte e ho il piacere di intervistare e di presentarvi il capo del dipartimento di storia dell’arte, il professor Keith Sciberras, esperto di Caravaggio.

Buongiorno Keith, sei un esperto di arte barocca e sei un grande studioso ed esperto di Caravaggio. Com’è nata questa tua passione per questo periodo artistico e per il grande Caravaggio?

Un po’ questa passione è nel mio DNA, nel mio sangue. Inoltre, mio padre era un uomo che si interessava molto di storia. Mi ricordo quando ero piccolo, mi portava a San Giovanni a vedere questo grande quadro, la Decollazione. Questo grande quadro lo chiamavamo “il Caravaggio” ed io, bambino, pensavo che il Caravaggio fosse il quadro, non l’artista! Mi sono sempre interessato di arte, di scultura, ho cominciato a studiare a Malta, a fare una ricerca sul seicento e sul settecento. Tutto è iniziato con mio padre ma poi, ho incontrato accademici e ricercatori molto importanti tra cui il professor Mario Buhagiar e altri studiosi. Ho continuato a studiare con un po’ di testardaggine. C’erano persone che mi suggerivano di lasciare la storia dell’arte per fare qualcosa di più “concreto”, ma io ero interessato all’arte e oggi, non mi pento della mia scelta.

Le opere di Caravaggio sono tante e tutte meravigliose. Qual è quella che preferisci?

Quella che preferisco, quella di maggior impatto è la Decollazione. È un quadro potente che ogni volta che lo vedi ti mette brividi. È un quadro che non delizia gli occhi, ma delizia la mente e l’anima. Ogni volta che vedo questo quadro c’è questo forte impatto emotivo. Più ricerche fai sull’artista, più capisci che lui, da solo, ha cambiato la storia dell’arte. È raro che una persona da sola cambi la storia dell’arte.

A Capodimonte la mostra Caravaggio Napoli

Questa bellissima mostra che si chiama Caravaggio Napoli è stata curata dal direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger e da una collega Maria Cristina Terzaghi una degli esponenti più importanti della ricerca storico artistica del 600. La mostra si occupa del tardo Caravaggio, Caravaggio dopo Roma. Abbiamo pubblicato questo studio sul perché Caravaggio da Napoli si è trasferito a Malta. Questo artista che si era stabilito ormai a Napoli, fuggitivo, era stato coinvolto in un omicidio ed è dovuto fuggire da Roma quasi come un vigliacco. Quindi un fuggitivo va a Napoli ed in questa grande città lavora per il Viceré, per la Chiesa, per la nobiltà. Perché, allora, Caravaggio lascia Napoli? Chi gli ha detto vai a Malta perché li troverai protezione?

Ci sono molti punti di contatto anche nel campo artistico tra l’Italia e Malta. Caravaggio e Mattia Preti sono presenti a Malta con le loro opere e sono vissuti a Malta. Oggi, qual è il legame artistico tra Malta e l’Italia?

Nella storia dell’arte, in generale, non solo a Malta, c’è la storia delle regioni, la storia delle città, come Roma, Napoli, Venezia e poi, abbiamo il contesto internazionale. Nel contesto internazionale ci sono sempre correnti che vanno in ambedue le direzioni. La storia dell’arte maltese del cinquecento del seicento e del settecento è parte della storia dell’arte italiana. Le opere che hanno commissionato per Malta sono di calibro molto elevato. Stiamo parlando di Caravaggio e Mattia Preti ma anche di Nello Spada, Romanelli. Abbiamo quadri di Caracciolo, quadri di Guido Reni ed altri. Nel campo della scultura abbiamo opere molto importanti di Alessandro Algardi, Domenico Guidi, la lista è lunga. Ecco, c’è questo bellissimo dialogo tra l’arte italiana e quella che si trova a Malta.

Tu hai scritto molti libri. In questo momento stai lavorando alla stesura di un altro libro?

Io mi occupo principalmente del seicento, mi occupo di Caravaggio. C’è un libro sul Caravaggio, io dico da 15 anni che è pronto, ma ormai ci siamo, spero di pubblicarlo l’anno prossimo. Il problema è che, mentre fai ricerca, stai facendo una cosa e ne trovi un’altra. Emerge un quadro, allora decidi di aggiungere altre notizie quindi il libro lo devi rivisitare di continuo. Quest’anno uscirà la seconda edizione del grande libro su Mattia Preti perché anche su Mattia Preti c’è tanto. Mentre di Caravaggio abbiamo 80 quadri, di Mattia Preti ce ne sono a centinaia perché lui ha lavorato per più di sessant’anni. Io mi occupo anche di natura morta. Stiamo facendo un bel libro sulla natura morta romana di grandi dimensioni, uscirà tra un anno forse due.

Una curiosità, tu ami così tanto l’arte da farne la tua professione ma, l’arte è anche un tuo hobby?

La mia prima laurea è in Fine Arts, io dipingo, ora un po’ meno. Le due cose sono correlate ma separate. Come storico dell’arte è importante conoscere la tecnica. Non devi essere un artista, non voglio dire che sono un artista fallito ma ho scelto un’altra direzione.

Sei un profondo conoscitore dell’arte barocca. C’è a Malta, qualcosa che non è abbastanza valorizzato e che invece il pubblico dovrebbe conoscere?

C’è tanto. C’è una concentrazione enorme di opere d’arte. È quasi come andare a Napoli o a Roma, entri in una chiesa o vedi un una collezione privata e trovi cose importanti. Entri in una chiesetta e trovi quadri di Luca Giordano, di Mattia Preti, di Caracciolo. C’è tanto da valorizzare. A Valletta c’è tanto lavoro di restauro e ci sono anche cose nuove. Questa è una cosa molto positiva ma, devo anche dire che, la commercializzazione di un sito storico ha anche i suoi difetti. Se si perde il contesto di uno spazio culturale e lo si commercializza troppo, può diventare un piccolo problema. C’è anche tanto da valorizzare nelle collezioni private.

Nel ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, ti faccio un’ultima domanda sui tuoi progetti per il prossimo futuro.

Caravaggio è super star. Ho progetti di ricerca su Caravaggio e i caravaggisti perché quando parliamo di Caravaggio non ci riferiamo soltanto a lui, ma anche ai tanti artisti che hanno lavorato alla maniera di Caravaggio. Un altro progetto molto importante è sulla natura morta del 600. Sulla natura morta del 600 c’è interesse di antiquariato ma anche interesse accademico. Spero tra un paio di anni di pubblicare questo grande libro di cui ho parlato prima. Nella pubblicazione dei libri di storia dell’arte, c’è una difficoltà e mi riferisco alle fotografie.

Grazie per questa intervista
Paola Stranges

Autore: Paola Stranges

Scrivo per www.italiani.it ed alcuni siti ad esso collegati, mi è sempre piaciuto scrivere fin da piccola . Per lavoro digito su portatile ma, per fermare i miei pensieri utilizzo la mia raccolta di quaderni, penne e articoli di cartoleria ai quali non posso rinunciare. Sono appassionata di cucina, amo viaggiare, fotografare, e guardare vecchi film, passerei ore a leggere poesie. Ho la fortuna di vivere su un’isola e nel tempo libero (poco), mi piace fare lunghe passeggiate rigorosamente vista mare
Video intervista al Prof. Keith Sciberras esperto di Caravaggio ultima modifica: 2019-09-13T07:37:25+02:00 da Paola Stranges

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