Domenica 29 marzo avrà luogo il quarto Referendum Costituzionale della storia della Repubblica Italiana.
Gli italiani sono chiamati alle urne per rispondere al quesito seguente. «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?»
Il voto è un diritto tutelato dalla Costituzione Italiana.
Scopriamo qualcosa di più su questo referendum. E sulle modalità di voto degli italiani all’estero.

Cosa prevedere il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari

Dalle 7 alle 23 dell’ultima domenica di marzo, tutti gli italiani aventi diritto, in patria o fuori, sono chiamati a esprimere la propria opinione riguardo la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari. Una consultazione referendaria, questa, richiesta da 71 senatori. Approvata, poi, lo scorso 23 gennaio dall’ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione. Il referendum costituzionale prevede una riduzione del numero dei deputati. Passeranno da 630 a 400. E dei senatori, da 315 a 200. Scendono di numero anche deputati e senatori eletti all’estero. Da 12 a 8 i primi e da 6 a 4 i secondi. Presume, inoltre, il taglio dei senatori a vita. Il numero massimo è fissato a 5. I referendum costituzionali non prevedono quorum, come accade, invece, per quelli abrogativi. Ciò significa che non sono vincolati dal numero dei votanti.

Come votato gli italiani residenti in un paese straniero

Come spiega l’Ambasciata d’Italia a Malta, “i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono votare per posta.” È loro dovere controllare e, in caso, regolarizzare “la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio consolato”. Gli elettori residenti in un paese diverso dall’Italia e iscritti all’AIRE possono, in alternativa, recarsi in Italia e votare nel proprio comune di iscrizione elettorale. Opzione prevista solo per i referendum. Chi intende avvalersi della possibilità di votare nel paese d’origine deve, però, comunicare “per iscritto la propria scelta al Consolato entro il 10° giorno successivo all’indizione delle votazioni.” In questo caso, quindi, entro l’8 febbraio. Due sono le modalità per comunicare la scelta. “Su carta semplice” con “nome, cognome, data, luogo di nascita, luogo di residenza e firma dell’elettore”. E con allegata copia di un proprio documento di identità.

referendum costituzionale: logo ambasciata d'italia
Dalla pagina Facebook dell’Ambasciata d’Italia a Malta

Oppure compilando “l’apposito modulo scaricabile dal sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o da quello del proprio Ufficio consolare”. Gli elettori dovranno verificare che la comunicazione “sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare”. Avranno, comunque, la possibilità di revocare la scelta di votare in Italia. Consegnando una comunicazione scritta “all’Ufficio consolare con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’esercizio dell’opzione”. Coloro che decidono di esprimere il proprio voto nel comune di residenza devono essere consapevoli che “la Legge non prevede alcun tipo di rimborso per le spese di viaggio sostenute. Ma solo agevolazioni tariffarie all’interno del territorio italiano. Solo gli elettori residenti in Paesi dove non vi sono le condizioni per votare per corrispondenza (Legge 459/2001, art. 20, comma 1-bis) hanno diritto al rimborso del 75 per cento del costo del biglietto di viaggio, in classe economica.”

L’Ufficio Consolare di Malta è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento

Referendum Costituzionale 2020: perché e come si vota ultima modifica: 2020-02-03T08:30:00+01:00 da Redazione

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