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Ciao Carlo…

Appena rientrata dal lungo ponte del 1 maggio, ho saputo dell’improvvisa scomparsa di Carlo Genovese, il Patron del ristorante Aquamarina di Bugibba. La notizia mi ha intristito profondamente: mi ero ripromessa di tornarci nelle prossime settimane, ma il tempo è stato tiranno…


Ho conosciuto Carlo quasi dieci anni fa, al nostro arrivo a Malta…io e mio marito abbiamo scoperto il suo locale per caso, passeggiando per le vie di Bugibba …ci ha colpito l’aria familiare ed intima che si respirava, oltre al profumo inconfondibile dei suoi piatti. Sebbene la nostra frequentazione in questi anni non sia stata assidua, a causa della distanza logistica da Paola, tornavamo da lui ogni qualvolta desideravamo fermarci in un posto tranquillo, rilassarci, gustare del buon cibo e condividere esperienze di vita con Carlo, che non lesinava aneddoti e racconti. I suoi punti di forza erano la semplicità e la sua innata simpatia, rafforzata dalla sua incredibile somiglianza con il Premio Nobel della fisica Albert Einstein.

Carlo era una persona autentica e verace, come la sua città d’origine, Siracusa, che egli ironicamente definiva “ città babba”, mutuando un’espressione molto diffusa in Sicilia negli anni passati. Il suo legame con Siracusa era profondo e riviveva nelle specialità culinarie, soprattutto a base di pesce, che egli riproponeva ai suoi clienti per renderle omaggio. Io adoravo i profumi intensi che sprigionavano da questi piatti di mare, che mi ricordavano i  sapori della mia amata Puglia. 

Carlo ha persino salvato un nostro anniversario, allorquando, in una soleggiata domenica di luglio, a causa di un imprevisto forfait dato da un altro noto ristorante, lo chiamammo alle 14,30 e lui, senza battere ciglio, ci aprì la sua cucina, ospitandoci, rifocillandoci e coccolandoci con la sua classe di ristoratore d’altri tempi.  Lo rivedo mentre girava tra i tavoli, a fine pasto, chiacchierando amichevolmente con i commensali,  regalando un sorriso, offrendo loro un amaro o un delizioso cadeau. Ammiravo la sua difesa orgogliosa e patriottica della cucina italiana ed il suo rifiuto verso contaminazioni inappropriate. Una volta ci raccontò di essersi  categoricamente rifiutato di servire un piatto di spaghetti allo scoglio con patatine fritte, come richiesto da alcuni ospiti locali, incurante di perdere dei clienti fidelizzati o di avere recensioni negative! Ha conservato questo orgoglio fino alla fine, non piegandosi alle leggi del mercato della ristorazione, talvolta improntato più sulla quantità che sulla qualità. E’ rimasto fedele a se stesso, conservando intatta l’anima del suo bistrot. Fai buon viaggio nell’azzurro del mare, con le tue adorate sirene….

Ciao Carlo! 

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