Dietro ogni ristorante c’è una storia fatta di scelte e passione. Abbiamo incontrato Marco, titolare di Trancio, un luogo che porta a Malta il trancio di pizza alla milanese. Con lui abbiamo parlato di percorso personale, di cucina e di altro ancora.
Quando ti sei trasferito a Malta e perchè hai scelto questa meta
Mi sono trasferito a Malta più di dieci anni fa, precisamente nel gennaio del 2015. Mi affascinava l’idea di portare qui tutta la mia esperienza nel settore e di metterla al servizio di un Paese che, all’epoca, stava crescendo molto dal punto di vista gastronomico.
L’isola mi ha dato fin da subito la sensazione di essere un luogo dove poter costruire qualcosa di mio, condividere la mia visione culinaria e far conoscere un modo di lavorare che affonda le sue radici nella tradizione italiana.

Come nasce la scelta di portare proprio a Malta la tradizione della pizza al trancio milanese? Quali elementi tecnici dell’impasto e della cottura ritieni indispensabili per ottenere il risultato autentico che proponete da Trancio?
L’idea è nata dal desiderio ed entusiasmo di far conoscere anche all’estero uno dei prodotti più antichi e rappresentativi di Milano: il trancio.
In Italia lo diamo quasi per scontato, ma qui a Malta semplicemente non esisteva.
La motivazione è stata duplice: da una parte la voglia di portare una novità autentica, qualcosa di diverso dal solito; dall’altra la volontà di mostrare e valorizzare un prodotto che per noi ha una storia e un’identità forti.
Il vostro menu affianca alla pizza una selezione di prodotti D.O.P. e piatti della cucina italiana tradizionale. Qual è la filosofia che guida la scelta delle materie prime e come garantite costanza qualitativa in un contesto internazionale come quello maltese?
Le mie radici contano moltissimo. Da Chef italiano, cresciuto in montagna, ho sempre dato priorità alla qualità della materia prima: gli ingredienti sono essenziali, e la ricerca del prodotto giusto è una parte fondamentale del nostro lavoro. A Malta, sorprendentemente, non è difficile trovare quello che serve se sai cosa cercare e hai chiaro l’obiettivo di mantenere un livello alto.
Per quanto riguarda i sapori, l’abbinamento nasce dall’esperienza, dalla conoscenza e dalle tradizioni con cui siamo cresciuti. Noi italiani, culturalmente, siamo molto avanti quando si parla di cibo: non dobbiamo “cercare” il sapore, perché il vero sapore è la conseguenza naturale della qualità degli ingredienti che utilizzi. Anche lo stile segue questa filosofia: portiamo un approccio tipico della cucina italiana, genuina e tradizionale.

Trancio nasce con un’anima fortemente legata alla pizza al trancio, ma oggi è anche un ristorante che propone piatti della tradizione italiana. In che modo hai integrato queste due identità — pizzeria e cucina — garantendo coerenza gastronomica e qualità in entrambe le proposte?
La soddisfazione più grande è vedere i clienti capire davvero il nostro prodotto, apprezzarlo e poi tornare. Quando un cliente assaggia, sorride e decide di rientrare perché ha trovato qualcosa di autentico, significa che abbiamo fatto centro. È in quel momento che senti che il lavoro, la ricerca e la passione hanno avuto senso.





