L’emergenza coronavirus si sta diffondendo in tutti i Paesi europei i quali, prendendo esempio dall’Italia, ipotizzano e adottano misure preventive per il contenimento del Covid-19. Malta ha già sospeso i voli con l’Italia e altri quattro paesi, intensificato i controlli e la quarantena per chi entra e chiuso le scuole di ogni ordine e grado. Ma, secondo i medici e i sindacati, non è abbastanza. Infatti, si pensa alla chiusura totale. Ecco la proposta.

La proposta di chiusura di medici e sindacati

L’associazione dei medici e i sindacati maltesi, sostenuti dalla General Workers Union, la UHM Voice of the Workers and Forums Union Maltin, chiedono un blocco totale di almeno tre settimane. Solo praticando il distanziamento sociale, infatti, si può sperare che la diffusione si fermi. Solo evitando assembramenti, entrate e uscite di persone probabilmente infette si può evitare che il virus continui a circolare indisturbato per le nostre città. L’idea è quella di adottare misure più rigorose prima che il virus si diffonda, in modo da anticiparlo. Ed è possibile farlo, prendendo esempio dalla Cina ma anche dall’Italia dove, peraltro, se si  fossero adottate misure più severe e blocchi più stringenti fin dai primi casi di certo la situazione non sarebbe peggiorata.

primo caso di coronavirus a malta: provetta

Chiedono, dunque, la chiusura di porti e aeroporto: nessuno può entrare e uscire dall’arcipelago, fatta eccezione per i maltesi che lavorano all’estero e che intendono rimpatriare. Una volta a Malta, però, è obbligatorio che rispettino una quarantena di due settimane. Il blocco proposto riguarderebbe anche aziende che offrono beni non indispensabili e servizi. Potranno continuare a lavorare, pertanto, i centri sanitari, le centrali elettriche, i servizi idrici e altre infrastrutture che offrono beni e servizi essenziali. E chiusi, come da qualche giorno in Italia, anche bar, ristoranti, luoghi di aggregazione, quali cinema, teatri, discoteche, palestre. Aperti soltanto farmacie, supermercati e negozi di generi alimentari e prodotti per l’igiene personale e della casa.
Come ha detto il Premier italiano, Giuseppe Conte, “rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e correre più veloci domani”. Questo è il motto che ogni paese dovrebbe adottare in questo periodo difficile.

A Malta si pensa alla chiusura, seguendo il modello Italia ultima modifica: 2020-03-14T10:55:06+01:00 da Serena Villella

Commenti