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L’Istituto Italiano di Cultura La Valletta celebra la lingua italiana

Si è svolta ieri sera, 27 ottobre, nel salone dell’Istituto Italiano di Cultura della Valletta, la conferenza “Gentilezza, genialità e creatività nell’italiano di Malta”. Un incontro dedicato alla presenza della lingua italiana nell’arcipelago e alla sua capacità di attraversare i secoli, entrando nella cultura, nella letteratura, nel teatro e nella comunicazione quotidiana. La serata si è aperta con l’intervento dell’Ambasciatrice d’Italia a Malta, Valentina Setta, seguito da quello del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura della Valletta, il dottor Giuseppe Restuccia. Il programma ha poi riunito studiosi di diversi ambiti, offrendo al pubblico un percorso tra storia della lingua, contatti culturali e usi contemporanei dell’italiano.


Il punto di partenza è stato il lungo rapporto tra Malta e la lingua italiana. Con l’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni, nel 1530, il volgare di Toscana acquistò un ruolo centrale nell’amministrazione e nella cultura dell’Ordine. Nei secoli successivi, l’italiano divenne uno strumento importante della vita intellettuale e istituzionale maltese, lasciando un’eredità che continua a suscitare interesse.

Su questo legame si sono sviluppati gli interventi dei relatori, che hanno affrontato il tema da prospettive diverse e complementari. Alla conferenza sono intervenuti:
Giuseppe Brincat, accademico della Crusca e dell’Università di Malta. Ha presentato il volume Lingua gentile, lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano. Il suo contributo ha introdotto il filo conduttore della conferenza: una lingua capace di accompagnare il pensiero, dare forma alle idee e diventare uno spazio di espressione creativa. Sandro Caruana, dell’Università di Malta. Ha affrontato il tema della Ricezione creativa di termini ed espressioni nell’italiano di Malta. Un argomento che porta l’attenzione sull’incontro tra le lingue e sui modi in cui parole ed espressioni possono essere accolte, reinterpretate e utilizzate in un contesto culturale diverso.


Lo sguardo si è poi allargato oltre l’arcipelago con Matthias Heinz, ospite d’onore, accademico della Crusca e dell’Università di Salisburgo. Il suo intervento, Osservazioni sugli Italianismi nel Mondo, “in certe parti più e meno altrove”, ha riguardato l’OIM, l’Osservatorio degli Italianismi nel Mondo, come strumento per documentare il contatto dell’italiano con altre lingue e culture. Un tema che invita a seguire il viaggio delle parole italiane e a riconoscere le tracce che lasciano lontano dai luoghi di origine. Sergio Portelli, dell’Università di Malta, ha approfondito invece il tema Genialità e creatività nella propaganda antinapoleonica di Vittorio Barzoni nei fogli maltesi di inizio Ottocento. Un contributo dedicato all’uso della lingua nella comunicazione politica, in un periodo di trasformazioni e conflitti.



Con Mario Pace, dell’Università di Malta, il percorso è entrato nel teatro del Seicento. Il relatore ha esaminato La lingua italiana e le sue varietà nel teatro seicentesco di Carlo Magri. Le letture di Giovanni Costantino hanno accompagnato l’intervento, dando voce ai testi e portando nella serata anche la dimensione dell’ascolto e dell’interpretazione.


Dal passato alla comunicazione audiovisiva, Giselle Spiteri Miggiani, dell’Università di Malta, ha affrontato la “gentilizzazione” del dialogo filmico nel doppiaggio. Il suo intervento ha portato al centro dell’attenzione le scelte linguistiche che accompagnano il passaggio di un dialogo da una lingua all’altra.
Phyllisienne Vassallo Gauci, dell’Università di Malta, ha dedicato il proprio contributo alla Cortesia linguistica nell’insegnamento della pragmatica. Un tema vicino all’esperienza di tutti: conoscere una lingua significa anche saper scegliere le parole in base alla situazione, al rapporto con l’interlocutore e a ciò che si desidera comunicare.

Nel loro insieme, gli interventi hanno composto un percorso ampio, mostrando quanti ambiti possano essere esplorati attraverso lo studio dell’italiano a Malta. Dai testi teatrali ai giornali, dal doppiaggio all’insegnamento, la lingua emerge come parte della vita culturale e delle relazioni tra le persone.

L’importanza dell’italiano sta anche nella sua capacità di creare vicinanza. A Malta custodisce una storia condivisa e offre nuove occasioni di incontro, studio e collaborazione. Per gli italiani che vivono nell’arcipelago è una voce familiare; per chi lo impara è una porta aperta verso libri, persone e modi diversi di guardare il mondo. Continuare a studiarlo, parlarlo e condividerlo significa dare futuro a questo legame. Perché una lingua vive ogni volta che qualcuno trova, nelle sue parole, il modo di raccontarsi e di comprendere un’altra persona.

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