ATTENZIONE: A causa del maltempo previsto che dovrebbe colpire l’Isola maltese questa domenica, questo Open Day è ANNULLATO

Come è noto a storici e appassionati, l’isola di Malta è ricchissima di siti archeologici che hanno radici antichissime. Uno di questi è quello di Tas-Silg, che si trova su una collinetta che domina la baia di Marsaxlokk. nei pressi di Żejtun. Questo luogo, che ha visto varie dominazioni nel corso dei secoli, sarà finalmente aperto al pubblico il 24 novembre.

Una storia…preistorica

Il sito archeologico di Tas-Silg, come detto, è un santuario multi-periodo che copre tutte le epoche dal Neolitico al IV secolo d.C. e per questo i suoi scavi si sviluppano su diversi strati. Il sito prende il nome dalla vicina Chiesa di Nostra Signora delle Nevi (in maltese Knisja tal-Madonna tas-Silġ). L’area fu abitata per la prima volta quando qui sorse un tempio nella fase Tarxien della preistoria maltese, intorno al 3000-2500 a.C. circa. Pochi resti del tempio originale sono visibili, ma la dispersione di megaliti sulla collina suggerisce che c’era un grande complesso con almeno 3 templi e forse un villaggio che lo circondava.

Tas Silg - Chiesa di Nostra Signora delle Nevi
La Chiesa di Nostra Signora delle Nevi, da cui il sito prende il nome. Foto di Frank Vincentz, licenza CC BY-SA 3.0

Nello strato più profondo dei depositi, gli archeologi hanno trovato vari manufatti, tra cui ceramica, litica e la statua di una donna grassa in piedi. Dallo strato dell’Età del Bronzo sono stati trovati alcuni frammenti, strumenti di pietra e ceramica, oltre ad altri manufatti.

Dai fenici ai romani, passando per i bizantini

I resti dell’antico tempio di Tas-Silg entrarono a far parte, nell’ottavo secolo a.C., della struttura costruita dai fenici. L’importanza di questo santuario crebbe moltissimo nel corso dei secoli, portando a un ampliamento della struttura. Intorno a quest’area, infatti, sono stati rinvenuti vari resti di ceramica, cenere, ossa di animali, monete e brandelli. Alcuni di questi frammenti hanno iscrizioni votive. Si sostiene, inoltre, che i Cippi di Melqart, sculture di origine fenicia, potrebbero essere stati originariamente al tempio di Tas-Silġ, ma questa teoria non è condivisa da tutti gli studiosi.

L'area recintata di Tas Silg
L’area recintata di Tas Silg. Foto di Frank Vincentz, licenza CC BY-SA 3.0

In epoca romana, invece, il tempio punico diventò un tempio dedicato alla dea Giunone, che era l’equivalente romano di Astarte. Nel 70 a.C. Cicerone menzionava il tempio nel suo scritto In Verrem, in cui raccontava la grande devozione che c’era attorno alla struttura.
Più tardi, nel IV o V secolo d.C., un monastero bizantino nacque sui resti dei precedenti templi. La chiesa aveva una navata centrale separata dalle navate laterali da due file di colonne, oltre ad un piccolo fonte battesimale costruito in quello che in origine era il tempio megalitico.

La tanto agognata apertura di Tas-Silg

Nell’VIII secolo, intorno al monastero di Tas-Silg si costruirono delle imponenti mura difensive. Questo non impedì agli arabi di occupare Malta nell’anno 870 d.C.. In questo periodo il sito diventò una cava e si dispersero le pietre della struttura originale.
Nel periodo medievale, infine, si costruirono alcune fattorie nella zona e la crescita dei nuovi insediamenti celò l’insediamento per vari secoli.

Tas Silg - porticciolo di Marsaxlokk
Il porticciolo di Marsaxlokk, città che si trova nei pressi del sito. porticciolo di Marsaxlokk. Foto di Andrew Milligan sumo, licenza CC BY 2.0

Furono alcuni storici a cominciare, nel XVII secolo, a ipotizzare la posizione del tempio di Giunone a cui si faceva riferimento nei testi antichi, ma il sito rivide la luce solo nel XX secolo. Una missione italiana condusse i primi scavi tra il 1963 e il 1972 e identificò il santuario. Dal 1996 al 2005 l’Università di Malta e un team italiano ha avviato un altro progetto di scavo per pulire altri strati di sedimenti. Grazie a questi sforzi, finalmente, il sito sarà aperto il 24 novembre, dando la possibilità ai turisti, oltre che agli stessi maltesi, di poter ammirare questa meraviglia dell’antichità.

Foto di copertina di Frank Vincentz, licenza CC BY-SA 3.0

Il sito di Tas-Silg sarà finalmente aperto al pubblico ultima modifica: 2019-11-22T09:00:40+01:00 da Luigi Bove

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