Il Conservatorio Vincenzo Bugeja di Santa Venera è un istituto che accoglie adolescenti con difficoltà psicologiche, emotive, comportamentali, sociali. L’edificio, che è stato designato come monumento nazionale nel 2008, è composto dalle due residenze Fejda e Jean Antide. Responsabile dell’assistenza è Carmen Brincat. Un gruppo di professionisti fornisce alle ragazze il necessario supporto terapeutico individuale e di gruppo. Il percorso educativo si fonda sulla dignità e il rispetto, presupposti necessari per consentire alle adolescenti di reintegrarsi nella società o nella loro famiglia.

Il Conservatorio Vincenzo Bugeja, statua

L’origine dell’istituto

Il Conservatorio Vincenzo Bugeja, in origine di Hamrun, fu edificato nel 1876 per essere destinato a orfanotrofio. Nel 1880 cominciò a essere finanziato da Vincenzo Bugeja, dal quale prese poi il nome. Questi era un uomo d’affari e filantropo maltese. Dopo aver vinto ingenti somme di denaro giocando d’azzardo nei casinò europei, volle istituire diversi enti di beneficenza per poveri e malati. Nei suoi progetti rientrò anche quello di aiutare le ragazze orfane, affinché ricevessero vitto e istruzione dalle Suore della città. Lo fece offrendo loro una casa accogliente e ospitale che oggi è un punto di riferimento importante per adolescenti bisognose d’aiuto. A causa della sua generosità, fu nominato marchese e cavaliere comandante dell’ordine equestre del Santo Sepolcro da Papa Leone XIII.

Il percorso educativo

Il Conservatorio accoglie 22 ragazze, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni. La maggior parte di loro è in età scolare e viene seguita da vicino durante gli studi. Quelle che, invece, non desiderano proseguire il percorso d’istruzione, vengono indirizzate verso il mondo del lavoro. Sia che lavorino sia che studino, le giovani possono rimanere nella residenza fino ai 23 anni d’età. Fondamentale, nel loro percorso educativo, è che imparino ad avere stima verso se stesse, a credere nelle proprie potenzialità per raggiungere l’indipendenza lavorativa. Insieme alle ragazze, i terapisti formulato un piano di assistenza. Esso comprende il soggiorno residenziale, la salute, l’istruzione e l’occupazione, i contatti con le famiglie e altri professionisti, l’inserimento a lungo termine. 

Il Conservatorio, cartellone

Terapia individuale e di gruppo

In ciascuna delle residenze del Conservatorio, ogni due settimane si svolge la terapia di gruppo. Le ragazze sono libere di parteciparvi o meno. Chi non aderisce riceve comunque l’attenzione individuale dei terapisti. Nella struttura, le adolescenti hanno anche l’opportunità di avviare scambi con altri giovani, come è successo ad esempio nel corso di un viaggio in Irlanda. Da allora, annualmente, le giovani ospiti partecipano a un viaggio che le aiuta molto nel loro percorso riabilitativo. In questo periodo di pandemia, non potendo uscire, esse trascorrono le loro giornate occupandosi della pulizia delle stanze, seguendo lezioni oltre che sessioni online con assistenti sociali e terapisti, contattando i loro familiari tramite Skype.

Il conservatorio, foto di gruppo durante un viaggio

Fiore all’occhiello

Il Conservatorio è oggi un fiore all’occhiello di Santa Venera. La cura dell’edificio è affidata al Consiglio di fondazione di Vincenzo Bugeja. Quest’organo finanzia la manutenzione e le esigenze ricorrenti delle due residenze durante l’anno e sponsorizza numerose iniziative e progetti. Il Consiglio di fondazione, inoltre, fornisce annualmente sostegno finanziario per attività, regali e paghette per visite all’estero.

(Foto Conservatorio Vincenzo Bugeja sito web)

Il Conservatorio Vincenzo Bugeja, la casa delle adolescenti con difficoltà ultima modifica: 2021-04-28T11:22:00+02:00 da Antonietta Malito

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Muy interesante tu nota, gracias.

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