Come ogni anno fanno capolino sugli scaffali dei supermercati accanto a coriandoli e stelle filanti. Le chiacchiere sono uno dei simboli del carnevale. Dorate, sottili e croccanti; al forno o fritte, lisce o al cioccolato. Peccati di gola dalla storia antica.

Chiacchiere: un nome rumoroso

Nasce una ricetta ma nasce anche un nome. Perché le chiacchiere si chiamino proprio così è leggenda. Si narra che la regina Margherita di Savoia, la stessa della pizza, avesse espresso una richiesta ben precisa. Desiderava infatti che si inventasse un dolce da compagnia. Qualcosa da poter sgranocchiare, per l’appunto, tra una chiacchiera e l’altra. Così il cuoco Raffaele Esposito, oltre a confezionarne la ricetta, ebbe la pensata di battezzarle chiacchiere. Un nome che rispondeva a pieno ai natali del dolce. Ma non in tutta Italia funziona così. A ordinare delle chiacchiere in alcune regioni si rischia di essere fraintesi. Il dolce infatti passa sotto nomi diversi a seconda del luogo in cui ci si trova. Cenci, galani, bugie, cioffe e molti altri.

Ricetta: antichi retroscena

Sembrerebbe che qualcosa di simile alle chiacchiere fosse già presente sulle tavole del glorioso impero. Un impasto di farina e uova, fritto nel grasso di maiale. Così erano le frictilia, nonne dell’attuale dolce carnevalesco. Oggi la moderna sensibilità alimentare ha alleggerito certe antiche ricette a base di strutto. Così più comunemente troviamo chiacchiere in versione light: al forno o fritte nell’olio. Ma per gli antichi Romani, noti per essere goderecci, era impensabile pasteggiare con morigerati cibi salutari.

Chiacchiere, vassoio di carnevale
“Chiacchiere all’arancia” by chefpercaso is licensed under CC BY-NC 2.0

Tanto più se si considera che le chiacchiere erano tra le protagoniste dei Saturnali. Durante le festività dedicate al Dio Saturno l’ordine delle cose si rovesciava, un po’ come succede con il Carnevale. In un clima fatto di eccessi aveva luogo uno scambio di ruoli; i servi sedevano ai banchetti allestiti dai loro padroni. Sulle tavole si mangiava e si praticavano giochi che erano proibiti al di fuori di quelle giornate, come quello dei dadi. Tra il 17 e il 23 dicembre si celebravano i Saturnali, un vero e proprio spasso che li rende simili al nostro Carnevale. All’interno di questi festeggiamenti si collocavano le chiacchiere, un dolce da divertimento. Un tempo servite con il sanguinaccio, oggi più apprezzate accanto a una tazza di cioccolata.

Chiacchiere, storia di un dolce loquace e croccante ultima modifica: 2021-02-13T01:35:00+01:00 da Sabrina Cernuschi

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