Pasqua…giornata in cui ci si scambiano auguri, uova e coniglietti di cioccolato, agnelli di zucchero e marzapane, per la gioia di grandi e bambini! Dopo l’austerità della Quaresima, sulle tavole imbandite ritorna l’opulenza del Pranzo di Pasqua, un trionfo di sapori e colori primaverili. Sulla nostra tavola non possono mancare pizze rustiche, salumi, formaggi, uova sode, lasagne e paste ripiene, agnello, verdure di stagione, fragole e dolci!

Le torte rustiche vengono talvolta servite come antipasto nel giorno di Pasqua, ma sono un” must”nelle gite fuori porta del lunedì di Pasquetta. Le più rinomate sono: la torta “pasqualina” ligure; il “casatiello” napoletano; la “crescia” o pizza al formaggio, tipica delle Marche, dell’Umbria e dell’Abruzzo. In Puglia viene servito un antipasto originale, il “benedetto pasquale”, composto da soppressata, capocollo, ricotta, uova sode e fette d’arancia. Il nome” benedetto” deriva dall’usanza , compiuta dal capofamiglia, di benedire il piatto con un ramoscello d’ulivo bagnato nell’ acqua benedetta. Le uova rappresentano la vita, la fertilità e la rinascita. In passato, durante la Quaresima, era vietato mangiare uova, per cui venivano accumulate, cotte, colorate e donate a parenti ed amici. Solo nel ‘700 sono nate le uova di cioccolato, un alimento all’epoca considerato esotico e prezioso.

In tutta l’Italia, così come a Malta, il piatto” principe” della tavola pasquale è senza dubbio l’agnello, servito con un contorno di patate e verdure. L’agnello, per la religione cristiana e per quella ebraica, è il simbolo del sacrificio per eccellenza, citato sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Nel libro dell’Esodo, del Vecchio Testamento, Dio invita Mosè ed Aronne a sacrificare un agnello, per invocare la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Nel Vangelo, invece, l’agnello incarna la vittima sacrificale per la redenzione dell’umanità, come lo fu Gesu’ Cristo. Nel corso dei secoli la Chiesa ha cercato di dissociare il consumo della carne d’agnello dall’idea del sacrificio, per questioni etiche sollevate dagli animalisti, ma la tradizione rimane ben radicata.

Oggigiorno, data la presenza massiccia di persone vegetariane e vegane, si opta anche per menu’ alternativi , in cui viene bandito l’agnello e viene privilegiato l’uso di ortaggi di stagione, quali carciofi, spinaci, piselli e asparagi. A fine pasto, oltre alle golose uova di cioccolato, non possono mancare i dolci pasquali . Un posto d’onore viene riservato alla colomba, simbolo di pace, ma anche alla pastiera napoletana ed alla cassata siciliana, che hanno varcato i confini regionali, sposando il gusto di tutti gli italiani.

Le origini della colomba pasquale si possono far risalire all’epoca longobarda. Una leggenda narra che, durante l’assedio di Pavia, nel VI secolo, al re longobardo Albonio venne offerto un pane dolce a forma di colomba , come segno di pace. In realtà la sua origine” commerciale “ è più recente : fu Dino Villani, il pubblicitario dell’azienda dolciaria Motta, negli anni ’30, a lanciare sul mercato un dolce a forma di colomba, utilizzando un impasto simile a quello dei panettoni. A Malta il pranzo di Pasqua si conclude con i dolci pasquali per eccellenza sono i “ figolli” , dolci di pasta frolla a forma di animali, ripieni di pasta di mandorle e ricoperti con cioccolato o glassa decorata.

Pronti per il pranzo di Pasqua? Buon appetito e Buona Pasqua!





