Gaia è una studentessa universitaria italiana, da poco arrivata a Malta per iniziare il suo programma Erasmus, che ci racconta la sua esperienza, condividendo i suoi pensieri e come si è organizzata per vivere 6 mesi a Malta.

Ma, prima di passare al racconto dell’Erasmus a Malta di Gaia, vediamo insieme in cosa consiste questo programma di studio all’estero.

Cos’è il Programma Erasmus

Il programma Erasmus EuropeanRegion Action Scheme for the Mobility ofUniversity Students – è un programma della Comunità europea, nato del 1987, che permette a uno studente di uno Stato membro di compiere un periodo di studi presso l’università di un altro Stato europeo. Grazie all’Erasmus, lo studente può svolgere degli esami che verranno convalidati poi nella propria università, ma soprattutto potrà immergersi nella vita e cultura di un’altra città e di un altro Stato ed acquistare autonomia e indipendenza lontano da casa.

Erasmus a Malta: l’esperienza di Gaia

La mia avventura Erasmus è cominciata e ormai da un mese io, cittadina italiana, mi trovo a Msida nell’isola di Malta. Isola che sarà la mia casa per cinque mesi.
Prima di partire ero molto preoccupata, dalle piccole cose, come cosa mettere in valigia (ho controllato il meteo su internet un sacco di volte per decidere) alle cose un po’ più impegnative come trovare casa e lasciare la mia famiglia.
Ma.. scesa dall’aereo.. è subito passata ogni paura. Ero in maglione ed il sole di Malta mi ha convinto a rimanere in maniche corte, arrivata a Msida dopo qualche passo ero di fronte al mare. E tutto mi è sembrato più facile.
Avevo contattato dall’Italia più persone possibili,  che vivono a Malta, per aiutarmi con la mia sistemazione.
Sono venuta a Malta per conoscere persone da ogni parte del mondo e l’isola te lo permette perché è un mix di culture e lingue che affascina e conquista. Allo stesso tempo però,  sapere che anche in un altro Paese puoi trovare italiani pronti a dare una mano, a scovarti una buona pizza, ti fa sentire subito accolta.
Msida non è una città bellissima, mi fa strano anche chiamarla città perché qui tutte le case sono vicine e le città sembrano grandi quartieri. L’università però è grande e mi è piaciuta molto, ovviamente è in stile college essendo stata, Malta, una colonia inglese.
Trovare la casa è stato complicato, per quanto ci si impegni a cercare sui gruppi Facebook da casa, è una cosa che va fatta sul campo ,in quanto devi vedere con i tuoi occhi dove andrai a vivere per tanto tempo. Fortunatamente, dopo tanta ricerca, in due giorni avevo già la mia dimora, condivisa con delle conquiline trovate sempre su Facebook con cui, grazie al cielo, mi trovo molto bene.
I primi giorni ho fatto un po’ la turista in attesa delle lezioni e ho visitato la Valletta.
Poi il 1 febbraio sono iniziati i corsi. È molto stimolante seguire le lezioni in inglese anche se qui il sistema di studi è molto diverso: le lezioni sono più dialogate, lo studente è subito coinvolto e chiamato a partecipare attivamente e intervenire. All’inizio non è semplice in un’altra lingua, ma dopo un po’ mi sono buttata e devo dire che così è anche più piacevole seguire e mantenere l’attenzione.
Ci sono molti studenti Erasmus a Malta, provenienti da Austria, Germania, Irlanda, Repubblica Ceca, da ogni parte d’Europa! Con loro è facile stringere amicizia, condividiamo lo sforzo di farci capire in una lingua diversa ed anche la voglia di vivere al massimo la nostra occasione qui

Spero che queste persone che sto conoscendo diventino amici veri in giro per il mondo.

A parte l’università e il lungo mare, un altro posto che “visito” spesso è la pazza, luminosa e colorata Paceville!  Una città notturna che brulica di gente e rimbomba di musica.

Malta è piccolina, puoi avere l’impressione che abbia gli autobus più ritardatari e confusionari del mondo e, purtroppo, è tosta parlare inglese perché molti conoscono l italiano. Ma il mare, la gentilezza dei maltesi, il sole primaverile anche a febbraio, ti conquistano! E sono felice di avere ancora quattro mesi per gustarmeli!

di Gaia Kaczmarek

Erasmus a Malta: il racconto di Gaia ultima modifica: 2016-03-30T09:00:05+00:00 da Redazione

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