Dario Giannetto, 54 anni, direttore lavori grandi opere.

Dario si è trasferito sull’isola con tutta la sua famiglia, il suo lavoro da direttore dei lavori lo porta però spesso lontano da questa sua nuova casa. E’ interessante ascoltare la sua esperienza di vita tra gli impegni lavorativi in paesi lontani, non solo dall’Italia ma pure da Malta, ed i ritorni sull’isola, dove ci sono i suoi affetti, dove ritrova il suo piccolo mondo. Io vivo all’estero già da 20 anni, pertanto con il trasferimento a Malta non è cambiato un gran che, abbiamo optato per questa soluzione in relazione al fatto che qui i bambini possono imparare bene l’inglese ed il mondo anglosassone è un po’ più avanzato rispetto quello italiano, che io considero limitato.

Io sono siciliano, riguardo le conferme alle mie aspettative avevo letto che Malta può essere considerata una piccola Sicilia, che però funziona bene, ed effettivamente ho avuto modo di constatare che è così. I raffronti, in genere non li faccio, il passato è passato e non faccio dei paragoni, sicuramente e considerato il mio livello di esperienza di vita a Malta, in quanto ci vivo poco e non passo più di un mese, un mese e mezzo all’anno sull’isola, devo dire che mi trovo bene.

La vita all’estero, così come la vivo io, lavorando nei cantieri e stando sempre lontano dalla famiglia, non è proprio il massimo. Ha però anche i suoi vantaggi, si entra in contatto con nuove realtà, nuove esperienze, si conoscono nuove culture, da questo punto di vista non è un grande rammarico averla intrapresa. Probabilmente vivendo all’estero ho imparato la tolleranza, il conoscere gli altri. Spesso mi reco in posti che abitualmente riteniamo sotto sviluppati o in via di sviluppo, ma che spesso in realtà offrono molto di più di quanto offrono le nostre società cosiddette “sviluppate”.

La prima volta a Malta sono arrivato moltissimi anni fa, in parte per ragioni turistiche, in parte per partecipare ad una manifestazione sportiva. L’impressione è stata gradevole, il concetto di isola poi mi affascina, la possibilità di vedere il mare da qualsiasi angolazione è una cosa che mi gratifica. Casa per me sono gli affetti, la famiglia, io mi sento molto casalingo, avere una bella casa, accogliente, è importante, forse perché ormai sono abituato a spostarmi continuamente e non mi integro nel luogo, così cerco sempre di ricrearmi un mio piccolo mondo tra le quattro mura.

Ce ne sono tanti di bei ricordi, quando si consegna un lavoro, quando hai consapevolezza di aver migliorato, almeno parzialmente, le condizioni di vita di un certo paese, aver completato una strada sai che permetterà migliori collegamenti. Poi ci sono i rapporti umani, ho incontrato persone degne di nota, a qualunque livello sociale.

L’Italia rappresenta le mie radici, le mie origini, indubbiamente mi mancano tanti aspetti che all’estero integro altrimenti, quindi, non soffro più di tanto. Non mi manca la burocrazia, tutte le problematiche sociali che abbiamo in Italia, i problemi che un po’ tutti riscontrano nel paese. Se dovessi cambiare una decisione forse mi sarei trasferito prima a Malta.

Il rapporto con gli altri italiani è in generale ottimo, non ho avuto mai problemi particolari, lavoro spesso con altri italiani in team, altri ingegneri che lavorano con me, mi sono sempre trovato bene. Ultimamente quando rientro in Italia mi si stringe un po’ il cuore vedendo la situazione economica, come la gente comincia veramente ad avere delle difficoltà, un po’ mi dispiace. Quando torno a Malta ritorno nel mio piccolo mondo accogliente.

In valore assoluto non è cambiato più di tanto, ero soddisfatto prima e lo sono anche adesso. Da uno a dieci mi sento ancora italiano 10. Io spero che l’Italia esca da questo blocco sociale ed economico, di che se ne dica i politici sono solo la punta dell’iceberg, in realtà è la nostra società che va rivista e migliorata.

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Dario Giannetto

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Dario Giannetto professionista italiano

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Dario Giannetto, direttore dei lavori ultima modifica: 2015-03-23T09:46:18+00:00 da Redazione

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