Per Chiara, Malta non è la prima esperienza di vita all’estero.
Arriva con la sua famiglia direttamente da Londra ed ha iniziato a lavorare via dall’Italia subito dopo il liceo. L’impressione è che Chiara ha trovato la sua dimensione naturale sull’isola, un mix quasi perfetto tra vita lavorativa e personale, il posto quasi giusto dove vivere. Una donna soddisfatta della sua scelta, cosciente dei motivi che l’hanno portata qui scartando il rientro nel bel paese, ascoltiamo il suo racconto.

Io ho lasciato l’Italia dopo il liceo, parecchi anni fa, ho vissuto all’estero tornando di tanto in tanto in Italia, lavorando come consulente anche lì. E’ parecchio tempo che non vivo in Italia, prima vivevamo in Inghilterra, a Londra, dopo un po’ uno deve scegliere se voler continuare a vivere in un posto oppure cercare uno stile di vita diverso, anche migliore magari, per i figli.

Abbiamo cercato di prendere in considerazione l’Italia per tornare, ma non offriva le stesse opportunità sia da un punto di vista di set up del business, mio marito ha un’attività in Gran Bretagna, e ciò era impossibile, ma anche dal punto di vista della scuola, cercavamo qualcosa di multiculturale, multilingue, che preparasse i bambini allo stesso livello di una scuola anglosassone. In relazione alle conferme Malta la conoscevamo già da anni, eravamo già abbastanza sicuri di quello che ci avrebbe potuto offrire.Abbiamo trovato un migliore equilibrio tra vita personale e vita professionale, un ambiente dove i bambini possono essere bambini più a lungo e nel contempo godere di una preparazione scolastica che ha un livello internazionale notevole, oltre ad un clima fantastico.

Per me l’aspetto quotidiano è la capacità di vivere in un posto come Malta dove, per quanto sia minuscola, è comunque uno stato a se stante. Vivi con una qualità di vita che si raffronta con quella dell’essere in vacanza, marciando però a un ritmo che è notevole e che ti mantiene in contatto con l’estero in modo sostenibile. Una soddisfazione personale potrebbe essere il fatto di essere riusciti nei nostri intenti, senza particolari spinte, è una cosa che ci siamo inflitti da soli il trasferimento della famiglia, è stato ottenere qualcosa. Da questo punto di vista anche il vedere che la nostra qualità di vita è aumentata ed i miei figli sono felici. Malta secondo me è un paese che ti può permettere di rimanere per X anni rispondendo alle necessità degli anni avvenire.
Penso che il fatto di vedere i miei figli, in modo naturale, durante la settimana o in inverno, giocare nell’acqua con il cane, per me questo è qualcosa di sintomatico.

Apprezzo la capacità di avere una vita a contatto con la natura, una vita sana ma professionalmente solida e sostenibile, Malta è intrinsecamente internazionale, multiculturale, se facciamo un confronto con l’Italia, quest’ultima non era nella posizione di poter permetterci di vivere e lavorare in questo modo. Secondo me quando si cambia cultura, quando si viene a vivere in un paese così diverso, ci si mette in gioco tutti i giorni, per me è questo che quotidianamente uno si ricorda, il fatto che c’è sempre qualcosa da imparare, uno scambio molto vivo.
La prima sensazione appena sbarcata è stata la botta di caldo, la seconda “che casino”, per me però è una cosa positiva! Se devo dare un voto alla mia vita prima era un 7, oggi 10. Il risultato più grande l’aver giostrato tutti gli aspetti di un trasferimento di questo tipo ed assere riusciti a farcela da tutti i punti di vista, perché ha funzionato. Per me la casa è sempre stata il mio nucleo affettivo, come una tartaruga per me la casa sono gli affetti, la famiglia.

L’Italia ha un livello di qualità nel fare le cose che qui si sente, magari semplicemente lo stereotipo, ad esempio nell’alimentazione ci sono questi aspetti che mancano e che noti, per me resteranno per sempre un fattore vincente dell’Italia, sperando che poi si riesca…
“Vorresti tornare?” No. Sono molto contenta di avere molte opportunità di tornare in Italia per brevi periodi, di lavorare, di trovare i miei e di passarci del tempo, non penso di poter tornare definitivamente, le esperienze che si fanno all’estero ti cambiano. Una cosa che non mi manca per nulla è l’aspetto del preferenzialismo, la mancanza di meritocrazia, è un qualcosa che non sopporto dell’Italia

Da uno a dieci mi sento ancora italiana 5. Consiglierei la vita all’estero a tutti, è uno degli aspetti più importanti dello sviluppo e della svolta, il fatto di non sentirsi così diversi da chi è all’esterno ma di accettare un confronto, anche con entusiasmo.
Io non so se ho un rapporto con gli altri italiani solo per appartenenza al gruppo etnico, conosco persone italiane che mi sono simpatiche perciò siamo diventati amici, aldilà dell’appartenenza al gruppo italiano.

Come messaggio agli italiani mi ricollegherei al discorso dello spirito critico, non aver paura di prendersi in giro, di confrontarsi, uscire e provare qualcosa di nuovo e di diverso.

La cosa più bella di Malta per me sono i colori, la più brutta il pattume.

Chiara Maroino – professionista italiana a Malta ultima modifica: 2015-01-10T23:21:42+00:00 da Redazione

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